Sessanta immagini in bianco e nero che vibrano tra luce e oscurità, diventando finestre aperte sul futuro. È questo il cuore della mostra fotografica “Luci ed ombre. Contrapposizioni e speranze” di Pier Giorgio Missiroli, ospitata a Bagnacavallo dal 26 al 29 settembre nella suggestiva Antica Galleria di Palazzo Vecchio in occasione della festa di San Michele.

Sessanta scatti tra luce e oscurità

L’esposizione si compone di sessanta fotografie in bianco e nero, ambientate tra corridoi, scale e porte sospese. Ombra e luce dialogano tra loro, in un intreccio che diventa simbolo della fragilità e della resilienza dell’uomo. L’inaugurazione è prevista per il 26 settembre alle 19.30, con apertura fino al 29 settembre.

Promossa dal Comune di Bagnacavallo, in collaborazione con Anpi Bagnacavallo e l’associazione L’Olmo, la mostra propone un linguaggio poetico che trasforma la fotografia in narrazione teatrale, con la luce come protagonista assoluta.

Il significato della luce come rinascita

Le immagini di Missiroli evocano una luce che squarcia l’oscurità, richiamando idealmente la lotta partigiana contro il fascismo e la dittatura. Una metafora che oggi si rinnova, di fronte a guerre, soprusi e violenze che mettono in discussione il futuro.

«La mostra è un monito e al contempo un invito a mantenere viva la speranza attraverso chi quotidianamente lotta per un domani più luminoso – spiega Pier Giorgio Missiroli –. La galleria diventa palcoscenico e i contorni architettonici assumono il ruolo di scenografie teatrali, dove la fotografia si connota come la luce di un proiettore, capace di mettere in scena emozioni, memorie e contraddizioni».

L’autore: Pier Giorgio Missiroli

Fotografo attento alla memoria dei luoghi e delle comunità, Missiroli ha firmato numerosi progetti di rilievo. Nel 2024 ha presentato la mostra Fata Ròba – Immagini e parole, curata insieme ad Andrea Ghinassi, riflessione sull’alluvione che nel maggio 2023 ha colpito la Romagna, con particolare attenzione a Sant’Agata sul Santerno e al rapporto tra perdita e rinascita.

In precedenza, nel 2020, con la mostra Vita a Massa Lombarda, aveva raccolto 130 scatti sulla quotidianità locale, esaltando la normalità come valore capace di unire passato e presente.