La ceramica italiana guarda al futuro con accento faentino: al Premio GXC Next Generation, svoltosi a Roseto degli Abruzzi, i giovani del Liceo Artistico “Torricelli–Ballardini” hanno portato sulla scena nazionale talento e innovazione.
Il riconoscimento a Francesco Lucca
Tra i protagonisti della manifestazione, ospitata lo scorso luglio a Villa Paris di Roseto degli Abruzzi, si è distinto Francesco Lucca, studente del Liceo Artistico “Torricelli–Ballardini” di Faenza, che con la sua opera Hellbor ha ottenuto il Premio della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia.
La creazione, valutata con 264 voti e apprezzata per l’uso innovativo di tecniche e tecnologie, è esempio della capacità dei giovani artisti di coniugare tradizione e ricerca.
Gli studenti faentini al concorso
Accanto a Lucca, hanno partecipato al galà anche gli studenti Karin Nuccio e Alessandro Cavina, della classe 5BA del Liceo faentino. Una presenza corale che conferma il valore della scuola come laboratorio di idee e fucina di talenti, capace di dialogare sia con la scena artistica che con il mondo del design.
Non si tratta soltanto di riconoscimenti individuali, ma della conferma del ruolo del Liceo nel presentarsi con una pluralità di linguaggi e stili.
La giuria e il ruolo di Faenza
La giuria, presieduta dal critico e gallerista Jean Blanchaert, ha selezionato oltre sessanta opere provenienti dai principali licei artistici italiani. In questo panorama, Faenza riafferma la sua identità di città–scuola, luogo in cui l’«arte del fuoco» resta un linguaggio vitale, capace di generare forme, significati e professioni.
La vittoria di Lucca e la partecipazione dei suoi compagni assumono valore simbolico perché coincidono con “Made in Italy 2025” (6–7 settembre), mostra–mercato che trasforma il centro storico di Faenza nella capitale della ceramica artistica e artigianale.
Tradizione, innovazione e design
In questo ecosistema la scuola rappresenta un crocevia tra eredità e innovazione. La bottega conserva gesti e saperi dei maestri, il laboratorio apre a sperimentazione e reinvenzione.
Il Liceo faentino incarna l’incontro di queste dimensioni, offrendo agli studenti solidità di tradizione e libertà di invenzione. È in questo contesto che si colloca la figura del designer della ceramica, regista di un processo che intreccia estetica, funzione, sostenibilità e comunicazione.
Conoscitore di materiali e tecniche, capace di integrare manualità e strumenti digitali, il designer trasforma idee in progetti, guidando prototipi, produzioni e identità visiva. Per i giovani si aprono così prospettive ampie: dall’autore di collezioni all’industria dell’arredo e dell’oggettistica, dal consulente al curatore di edizioni speciali. Centrale resta la sostenibilità: ridurre consumi, recuperare scarti, progettare per durare.
Con l’avvio del nuovo anno scolastico, il risultato degli studenti faentini assume il valore di una responsabilità condivisa. È la testimonianza che la ceramica, a Faenza, non è un’eredità immobile, ma un cantiere vivo di futuro.














