Da domenica anche Solarolo ha la sua Graceland. Premi, dischi, abiti di scena, foto, oggetti e ricordi della carriera ultratrentennale della Laura nazionale. Con una differenza: «non sono ancora morta!» aveva scherzato lei stessa sui social. La villetta di via Ferdinando Santi 14, casa d’infanzia della cantante poi diventata sede del suo fan club, è stata inaugurata domenica 7 settembre alla presenza di circa 1.500 fan arrivati da ogni parte del mondo. Alcuni hanno persino deciso di soggiornare in paese, montando tende davanti alle transenne. A partire da sabato 13 settembre la casa-museo sarà aperta anche al pubblico dalle 10 alle 16, consentendo a tutti di visitare i luoghi in cui Laura è cresciuta e di ammirare dischi, premi internazionali, abiti di scena, strumenti e fotografie che raccontano oltre trent’anni di carriera. Il fine settimana si è aperto sabato 6 settembre con il Pau Party al PalaCattani di Faenza, uno spettacolo di musica e parole che ha riunito oltre 2.000 iscritti al fan club ufficiale Laura4u.com. Domenica a Solarolo anche un’anteprima speciale di La tua storia tra le dita, il singolo che uscirà il 12 settembre.
Don Tiziano Zoli: “Nel coro della parrocchia canta ancora oggi, quando può”

Tra gli ospiti sul palco anche don Tiziano Zoli, parroco di Solarolo, che ha ricordato la partecipazione di Laura da bambina al coro parrocchiale. La cantante ha sorpreso tutti intonando il canto Servo per amore del Gen Rosso. «Conosco Laura da sempre – ricorda don Tiziano –. Sono originario di Cassanigo e spesso andavo a Solarolo, che all’epoca era il centro del vicariato». Non solo la Pausini cantava assiduamente nel coro della parrocchia. «Lo fa ancora oggi a Natale o Pasqua quando può – racconta don Tiziano -. Viene un po’ cammuffata e canta nel coro con noi. Devo dire che la differenza si sente, eccome. Ha sensibilità religiosa e, come ogni buona solarolese, che io sappia, ha in casa l’immagine della Madonna della Salute».
La sindaca Beltrani: “Ci conosciamo fin da bambine”

Anche i ricordi di Maria Diletta Beltrani, sindaca del paese, vanno un bel po’ indietro nel tempo. «Ci conosciamo fin da bambine, abbiamo cinque anni di differenza: Laura è del ’74, io del ’79 – racconta -. Frequentavamo entrambe la parrocchia: alle recite di Natale Laura dirigeva già il coro dei bambini». Una passione per il canto nata da piccolissima e coltivata nell’adolescenza. «Crescendo – racconta Beltrani – con due delle sue amiche storiche, aveva formato un piccolo gruppo con cui si esibiva in feste e sagre locali, oltre al piano bar che faceva con il babbo. Un anno incise una cassetta che si chiamava I sogni di Laura. Indossava un giubbotto di jeans e faceva cover di Whitney Houston, ad esempio. Ci sembrava incredibile che avesse inciso una musicassetta vera: per noi era già una star, molto prima di diventare famosa». Poi il successo a Sanremo. «Da noi una frase tipica era: con chi eri il 27 febbraio del 1993? Io ero con sua cugina a guardarla in televisione. La cugina di Laura è mia amica da sempre e insieme avevamo formato il gruppo di ascolto della finale di Sanremo». Un legame di profondo affetto che risale a prima dell’infanzia. «Mia mamma e la sua erano amiche fin da ragazze». Il successo non sembra averla cambiata. «Quando Laura torna a Solarolo – racconta la sindaca – e incontra qualcuno che conosce è sempre disponibile, si ricorda di tutti. Il legame con Solarolo non è una posa: lei è così, è vera». Poi la solidarietà. «Durante l’alluvione si è interessata molto a noi – ricorda Beltrani -. Anche la sua casa-museo è stata colpita. Alcuni oggetti sono stati recuperati, altri volutamente lasciati con i segni del fango. La prima sede del fan club già conteneva una piccola esposizione dei suoi abiti, ma ora è qualcosa che mette i brividi: i premi che si sentono nominare in tv, dal Golden Globe al Grammy, e gli abiti di scena. Sembra di essere in un film». Poi l’invito ai fan. «Vi aspettiamo: venite a respirare l’atmosfera del centro di Solarolo, a visitare negozi, bar e osterie. Se riuscite, fate anche un salto in municipio. In questi giorni chi ha girato a Solarolo ha colto l’affetto, la stima e l’orgoglio dei solarolesi per Laura». Insomma, il proverbio che nessuno è profeta in patria, sembrerebbe smentito. «Qui tutti sono stati entusiasti di collaborare, negozi aperti e vetrine a tema, persino in stazione risuonava la musica di Laura. Un’artista solarolese, Vania Bellosi, ha disegnato un piatto dedicato a lei. È il coronamento di una lunga storia d’amore tra Solarolo e la nostra Laura».
Barbara Fichera














