Dopo le alluvioni del maggio 2023 e quelle successive, la provincia di Ravenna ha avviato percorsi di ricostruzione non solo materiale ma anche educativa e sociale. Tra le risposte più significative c’è Immagine-Rete, progetto nato per accompagnare bambini, adolescenti, famiglie ed educatori colpiti dagli eventi, ridando forza al tessuto comunitario.
Un progetto regionale per contrastare la povertà educativa
Immagine-Rete è uno dei quattro progetti approvati a livello regionale, insieme a iniziative che interessano le province di Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino, Rimini, Bologna, Ferrara e Firenze.
È stato attivato nel giugno 2023 a seguito di un percorso di co-progettazione previsto dall’avviso dell’iniziativa Oltre l’emergenza, promossa da Con i Bambini Impresa sociale Srl.
Il progetto è coordinato dal Consorzio Solco di Ravenna e coinvolge una vasta rete di 18 Enti del Terzo Settore (ETS) qualificati in campo educativo e radicati nei territori alluvionati. Le comunità interessate sono quelle di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Cervia, Conselice, Cotignola, Faenza, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Ravenna, Riolo Terme, Russi, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo.

Ricostruire la funzione educativa delle comunità colpite dall’alluvione
Grazie a Immagine-Rete, gli ETS hanno attivato un processo di riparazione e ricostruzione della funzione educativa della comunità territoriale. L’obiettivo è garantire a bambini e adolescenti l’accesso ad opportunità educative adeguate, intercettando i bisogni loro e delle famiglie attraverso azioni dirette e in collaborazione con istituzioni e servizi già presenti.
Cinque i temi guida individuati in fase di progettazione: partecipazione e protagonismo, verso la comunità, ambiente e sostenibilità, riabitare spazi distrutti, coltivare positività.
Le aree di intervento e le azioni concrete
All’interno di questi temi sono state sviluppate diverse progettualità:
- Terra e territorio, con azioni di attivazione e animazione;
- Alluvione, prima e dopo, percorsi educativi e socializzanti per i giovani;
- Imparare a navigare, sostegno allo studio;
- Tin Bota, supporto psicologico post-trauma;
- Estati resilienti, potenziamento dei centri estivi;
- Vivere in tempesta, formazione per insegnanti ed educatori.
Accanto a queste attività sono stati avviati laboratori sull’alfabetizzazione emotiva, sull’espressione artistica e sulle pratiche sportive e ludiche, con sperimentazioni di attività intergenerazionali legate alle tradizioni locali. Particolare attenzione è stata posta all’educazione ambientale e alla sensibilizzazione sul cambiamento climatico, anche attraverso la collaborazione con gli istituti scolastici.
Supporto psicologico ed educazione inclusiva
Il progetto ha previsto sportelli di ascolto e laboratori di benessere a scuola, insieme ad attività di peer education per aiutare gli studenti a elaborare ansia, paura e stress legati all’esperienza dell’alluvione. Un percorso che ha incluso anche la formazione psicologica rivolta a insegnanti ed educatori.
Durante i mesi estivi sono stati potenziati i centri aggregativi, con un’attenzione particolare all’inclusione di bambini e bambine con disturbi specifici dell’apprendimento.
Un impegno che continua fino al 2026
I destinatari delle attività sono circa 3.800 minori e 200 adulti tra insegnanti, educatori e personale scolastico. Le progettualità proseguiranno fino all’estate 2026, con il sostegno e la collaborazione delle Pubbliche Amministrazioni del territorio.
Il progetto dispone anche di un blog, ospitato sulla piattaforma nazionale dedicata: percorsiconibambini.it/immaginerete, che raccoglie esperienze e testimonianze delle iniziative già realizzate.














