Gabriele Padovani torna a guardare a Palazzo Manfredi. Con un messaggio pubblicato il 17 settembre sul suo profilo Facebook, il fondatore e leader di Area Liberale ha fatto sapere di essere pronto a rimettersi in gioco alle elezioni amministrative di Faenza del 2026, a più di dieci anni dalla sfida persa con la Lega per meno di 900 voti contro Giovanni Malpezzi, nel ballottaggio del 2015. «Non ho mai temuto le decisioni difficili» – ha dichiarato Padovani – «e posso affermare con sicurezza di non aver mai imboccato la via più comoda della politica, quella di chi si mette al servizio di altri. Ho sempre scelto di seguire i principi trasmessi dalla mia famiglia e i valori in cui credo».
Ormai è evidente che Padovani sarà tra i protagonisti della prossima campagna elettorale. Da consigliere comunale ha più volte ribadito la volontà di aprire un dialogo con le forze del centrodestra, con l’obiettivo di costruire un’alternativa credibile al governo cittadino guidato dal Partito Democratico.
Area Liberale, nata a Faenza, in questi anni si è consolidata anche in Bassa Romagna, diventando un interlocutore sempre più considerato nel campo moderato del centrodestra. Padovani, però, non ha risparmiato qualche stoccata proprio agli alleati potenziali: «Ci saranno appoggi? Non lo so, in politica non esistono certezze. Ma, a dire il vero, non ho mai ricevuto grandi sostegni. Forse il mio carattere diretto non mi rende simpatico a tutti. E a chi pensa che senza un fronte unito si sia destinati a perdere, ricordo che il 2015 l’ho vissuto meglio di chiunque altro».
In attesa di capire come si muoverà il centrosinistra – che non ha ancora ufficializzato la ricandidatura dell’attuale sindaco Massimo Isola, anche se la scelta sembra più che probabile – Padovani è il primo a scoprire le carte. A rafforzare la sua posizione è arrivato anche il sostegno pubblico del consigliere regionale Andrea Liverani: «Non so quali decisioni prenderà il centrodestra faentino, ma una cosa è certa: Gabriele Padovani rappresenta la scelta migliore. Sarebbe un vero sindaco per i faentini».














