«Nessuno metterebbe i rifiuti al centro della propria cucina, per questo ci lascia perplessi la decisione di collocare i cassonetti interrati in mezzo alla piazza. Non mettiamo in discussione la scelta in sé, ma la posizione sì». È categorico Francesco Carugati, direttore di Confcommercio Ascom e non nasconde la propria amarezza «dopo un lungo confronto con l’amministrazione».[

Carugati (Ascom): “Così il commercio rischia di essere penalizzato”

cassonetti

Secondo l’associazione, la posizione rischia di penalizzare attività commerciali che dovranno convivere con «odori, operazioni di carico e scarico e un via vai continuo di mezzi e persone per riempire e svuotare i cassonetti». Carugati ricorda che la soluzione originaria, davanti alla Biblioteca comunale Manfrediana, sarebbe stata «meno invasiva, dal punto di vista estetico e operativo».

Da oltre tre anni Comune e Soprintendenza valutano diverse soluzioni. La prima ipotesi, accanto al Palazzo del Podestà, fu respinta dalla Soprintendenza. Stessa sorte ebbe il progetto nell’area parcheggio di fronte alla Biblioteca Manfrediana, nonostante fosse già stata pianificata una riorganizzazione del mercato cittadino. I giochi, a questo punto, sembrerebbero fatti, ma potrebbe non essere detta l’ultima parola. «Abbiamo rivolto l’invito all’amministrazione per farsi sentire con la Soprintendenza».

L’assessore Ortolani: “Scelta equilibrata”

Non è dello stesso parere l’assessore all’Ambiente Luca Ortolani. «Comprendo la posizione di Ascom – precisa – ma nessuno vuole associare i rifiuti alla propria attività. Quella scelta dalla Soprintendenza è una posizione equilibrata, perché può servire tutte le attività e non è davanti a esercizi che hanno i dehors – e rassicura – : non si tratta di un buco nel terreno, ma di una piattaforma moderna che nasconde cinque cassonetti normali. Verranno svuotati quotidianamente, igienizzati ed enzimati per evitare cattivi odori». Le cose però, secondo Ascom, non stanno esattamente così. «Ci siamo resi conto che questi cassonetti sono molto più invadenti di quanto si possa immaginare: cinque bocche che escono dalla terra 50 per 40 cm e la colonnina di immissione dei rifiuti. E gli odori anche per quanto riguarda plastica e vetro ci sono, c’è poco da fare». Non solo. Secondo Carugati «fuori terra le operazioni di lavaggio sono più semplici, ma sotto temiamo che gli odori sgradevoli siano maggiori».

I lavori a gennaio, cassonetti pronti entro giugno 2026

Nel frattempo, l’area individuata è già un cantiere. Hanno già preso il via i sondaggi archeologici che segnano la prima fase operativa. Se tutto fila liscio, il cantiere aprirà ufficialmente a gennaio 2026 per concludersi entro giugno dello stesso anno. Il progetto è infatti finanziato per l’80% con fondi Pnrr e inserito in una visione più ampia di riqualificazione del centro storico. «In altre città come Ravenna e Imola gli impianti funzionano già con buoni risultati – precisa Ortolani – . A Faenza sarà un passo verso una piazza più decorosa e accogliente». Ascom sottolinea anche la perdita di posti auto e disagi per gli ambulanti che occupano le piazzole del mercato settimanale a ridosso dell’area. Il timore maggiore riguarda l’impatto sulle attività di ristorazione. «Mettere davanti a ristoranti, pasticcerie e bar un’isola ecologica interrata significa esporre clienti e attività a odori sgradevoli e operazioni di svuotamento invasive», denuncia Carugati. Secondo l’associazione, a differenza dei cassonetti fuori terra che possono essere spostati e lavati più facilmente, un impianto interrato diventa una scelta definitiva, destinata a durare almeno 15-20 anni. «Se dovesse rivelarsi un errore, peserà per decenni». Dal canto suo, l’Amministrazione non sembra intenzionata a rivedere le cose. «Sulle altre proposte la Soprintendenza ha detto di no. Il confronto c’è stato: davanti al palazzo del Podestà c’è chi fa vendita diretta di cibo, per cui sarebbe stato un problema ancora maggiore» . Ortolani annuncia anche un potenziamento dei servizi di pulizia: «Oltre allo svuotamento quotidiano, sono impiegate squadre dedicate con strumenti come il Glutton per contrastare abbandoni e mantenere il decoro urbano». Viene da chiedersi se questo sia un primo passo verso la pedonalizzazione dell’area. «Non siamo per interventi invasivi – precisa Ortolani – . La pedonalizzazione e il recupero di spazi in centro storico sono obiettivi a cui tendiamo con gradualità. Non si tratta di togliere qualcosa, ma di restituire un luogo più vivibile ».

Barbara Fichera