Era da qualche tempo che non si aveva notizia di casi eclatanti in città, anche se al Parco Tassinari chi porta a spasso il proprio cane si scontra quotidianamente con atteggiamenti quantomeno ostili: minacce, petardi, colla sulle panchine giusto per fare qualche esempio. Insomma c’è a chi l’area di sgambamento non va giù. Due al momento gli episodi gravi a distanza ravvicinata. L’allarme era scattato martedì 26 agosto, quando una donna ha denunciato la morte improvvisa del proprio cane dopo una passeggiata nell’area di sgambamento di via Cavour. L’autopsia che lei stessa a fatto eseguire, non ha lasciato spazio a dubbi: avvelenamento. Due giorni dopo, un secondo cane ha accusato sintomi gravi e la diagnosi di emorragia interna ha fatto sospettare nuovamente l’ingestione di bocconi avvelenati nella stessa zona. Le indagini sono state avviate dal Nucleo di Polizia Giudiziaria e i cittadini hanno risposto con una mobilitazione che ha trasformato un momento di festa in un atto di denuncia e sensibilizzazione. Vale la pena ricordare che oltre a essere un atto ignobile, uccidere animali selvatici o domestici con esche avvelenate è un reato punito con la reclusione da quattro mesi fino a due anni. Il reato di maltrattamento di un animale è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o la multa da 5mila a 30mila euro. L’articolo 674 del codice penale punisce inoltre chi getta sostanze tossiche nel suolo pubblico. Le esche alimentari avvelenate causano infatti la morte di animali domestici e selvatici tra atroci sofferenze.
Le indagini
Il Nucleo di Polizia Giudiziaria del Comando della Polizia Locale ha intensificato i controlli, a caccia di esche o materiali sospetti. Nonostante le ricerche, non sono stati trovati bocconi, ma i sopralluoghi sono proseguiti anche nei giorni successivi. Per precauzione, l’area è stata interdetta e in tutto il parco sono stati affissi cartelli informativi che invitano i proprietari di cani alla massima prudenza. «Attenzione bocconi avvelenati. È stato sparso lumachicida» si legge. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di segnalare subito qualsiasi comportamento sospetto o ritrovamento anomalo. Allo stesso tempo, è stato rivolto un appello a chiunque abbia frequentato il parco con il proprio animale: in presenza di sintomi inusuali occorre rivolgersi subito a un veterinario e sporgere denuncia presso le forze dell’ordine. L’avvelenamento di animali domestici non è purtroppo una novità per Faenza. Questa volta a farne le spese è stato un cane che, secondo le testimonianze, avrebbe ingerito lumachicida attraverso un’esca avvelenata, un gesto di crudeltà che non può essere liquidato come casuale.
Il sit-in

Sabato 30 agosto il Parco era già al centro di un’iniziativa di solidarietà, Non Mollo, nata dopo le calamità che hanno colpito la città nel 2023. In programma anche attività dedicate ai cani, curate dall’associazione Mr Dog di Faenza. La notizia degli avvelenamenti ha però cambiato l’agenda: le attività ludiche sono state trasformate in un sit-in di protesta e sensibilizzazione. Oltre cinquanta persone hanno partecipato alla manifestazione, sfilando nel parco con cartelli e sagome di cani per esprimere una ferma condanna degli episodi. «Le persone presenti alla manifestazione – racconta Federica Savorani in rappresentanza dell’associazione MrDog – hanno voluto esserci con convinzione e questo per noi è un passo fondamentale. Sabato era previsto un momento di gioia, invece siamo stati costretti a dar voce a dolore, rabbia e paura. Non si è trattato purtroppo di una fatalità – aggiunge – ma di un’azione cosciente, messa in atto con crudeltà, per giunta in un’area cani dove i nostri amici a quattro zampe dovrebbero essere al sicuro. Non è solo un atto criminale, ma un fallimento della nostra civiltà». Durante il sit-in, i presenti hanno chiesto maggiore attenzione da parte delle autorità, controlli più serrati e pene certe per chi commette simili reati. Segnalare immediatamente sospetti o anomalie è il primo passo per tutelare gli animali e prevenire ulteriori tragedie. Nel frattempo da Palazzo Manfredi, è arrivata la conferma che le indagini della Polizia Locale sono tutt’ora in corso. La città resta in attesa di sviluppi concreti, con la speranza che vengano individuati i responsabili.
Barbara Fichera














