Don Pietro Magnanini nasce a Bagnacavallo il 9 gennaio 1928 da Antonio e Cristina. Frequenta le scuole dell’obbligo e poi il liceo classico. Entra poi in seminario, a 23 anni ha già terminato tutti gli esami e viene ordinato sacerdote da monsignor Giuseppe Battaglia il 7 luglio 1951 con una dispensa speciale (allora per essere ordinati era obbligo avere compiuto i 24 anni ). Da sempre aveva manifestato attitudine verso le lingue e così si iscrive prima al “ Biblico ” di Roma e, terminato questo, all’istituto di Lingue Orientali di Napoli.

Si dedica quindi all’insegnamento delle lingue inglese e tedesca al liceo scientifico di Lugo e all’insegnamento della lingua e letteratura araba presso l’università di Bologna. Invitato un po’ in tutta Italia a tenere conferenze, è autore anche di numerosissime e molto importanti pubblicazioni. La prima risale a sessant’anni fa e tratta delle iscrizioni fenicie.

Don Pietro Magnanini, visti gli studi fatti, vista la sua vasta conoscenza anche delle lingue moderne (tedesco, francese, castigliano, portoghese, russo e romeno) e vista la sua ottima famiglia di provenienza avrebbe potuto fare una brillante carriera ecclesiastica. Ha preferito invece proseguire i suoi studi di lingua aramaica e araba (sua una memorabile grammatica araba) e restare in casa con la mamma. Qualche volta mi chiedeva di portarlo a incontrare i suoi compagni di studi. Non dimenticherò mai la sua telefonata con mons. Carlo Maria Martini, quando disse al neo vescovo di Milano: “Ma Carlo, come hai fatto ad accettare la nomina a vescovo a Milano? E una grossa responsabilità!”.

Il servizio a Bagnacavallo e Rossetta

Con don Pietro ho collaborato dal 1988 al 1992 nella parrocchia del Carmine di Bagnacavallo e poi dal 1998 fino a quattro anni fa nella parrocchia di Rossetta. Con lui è sempre stata sinodalità, ci si è confrontati sempre su ogni problema con grande rispetto e considerazione. Questo ci ha portato ad un affetto e una stima reciproci. Con la sua scomparsa la nostra comunità di Rossetta perde non solo un sacerdote esemplare e un biblista unico, ma soprattutto una padre amorevole e umile che mai si è fatto grande sugli altri in virtù della sua immensa cultura.

Roberto Gordini