«Siamo i genitori di Enea, bambino di undici anni con autismo ad alto funzionamento». Inizia così la lettera giunta in redazione che racconta la testimonianza positiva del campo estivo promosso dall’Unità pastorale di Reda, capace di includere e valorizzare tutti i bambini partecipanti. « Il percorso per avere la diagnosi completa – spiegano i genitori di Enea – è stato lungo ed estenuante poiché inizialmente sembrava solo un disturbo del linguaggio. Enea parlava, ma non riusciva a socializzare con gli altri bambini; soprattutto non giocava, viveva in una bolla. Solamente capire il suo problema ed accettarlo è stato quasi un incubo». Da qui la riflessione dei genitori: «questi bambini hanno un disperato bisogno di imparare, imparare a essere bambini, dove anche un semplice “dai vieni a giocare con noi” non viene capito. Un “adesso tocca a me, dopo a te” non ha senso». «Questa premessa – prosegue la lettera – è per dire che Enea ha partecipato con grande entusiasmo al campo scuola estivo a Castel del Rio dal 3 al 10 agosto con dodici catechisti, don Alberto, una cuoca e altri volontari dell’Unità Pastorale Reda. Per riuscire a integrarlo nel gruppo i catechisti si sono incontrati con la mamma e la maestra di sostegno Carlotta che ha seguito Enea per quattro anni alla scuola primaria. Questo perché i catechisti potessero conoscere le difficoltà, saper affrontare le “crisi” (si esatto, crisi, perché la frustrazione, la paura, la noia possono sfociare in questo) e gli imprevisti che potevano presentarsi. Vogliamo quindi ringraziare tutti quelli che si sono presi cura del nostro bambino con pazienza, costanza e tanto amore. Tutte le sere Enea ci chiamava felice perché si stava divertendo molto. Per tanti potrà essere una cosa scontata, ma vi assicuro che per noi non è assolutamente così. Questo è stato un grande trionfo – conclude la lettera -. Sei giorni lontano da noi e da tutta la sua zona di comfort, credetemi non ce lo saremmo mai aspettati. Durante la settimana Enea si è divertito con i suoi compagni, facendo attività di gruppo, passeggiate, gioco notturno, giochi di squadra, attività di riflessione. Ha anche dormito in camera con i suoi amici. Tutte attività che hanno permesso la crescita personale di tutti».