Adorazione Eucaristica, vespri, partita di pallavolo e poi pizza. Questo il programma che attende le prossime domeniche di settembre per delle serate alternative e arricchenti. La proposta avanzata dai giovani dell’équipe dei Vespri della diocesi troverà luogo, come tutte le domeniche sera dell’anno, nella cappella del Seminario vescovile Pio IX di Faenza. Alle 19 una prima mezz’ora di adorazione Eucaristica sarà infatti seguita dalla recita dei Vespri domenicali, appuntamento fisso di tanti giovani diocesani. Un momento personale di incontro con il Signore, di raccoglimento e riflessione sancisce la fine di una settimana e l’inizio di una nuova.

Preghiera, sport e convivialità per i giovani

seminario1

Durante tutto l’anno, a prendersi cura dell’intera organizzazione e della buona riuscita di questo prezioso momento è una solida equipe di giovani della diocesi di Faenza-Modigliana, impegnata in quello che per loro è un momento rilevante della settimana. «I Vespri della domenica sera – hanno affermato i membri dell’équipe – hanno per noi una grandissima importanza, essendo unico momento liturgico a cadenza settimanale a essere vissuto e celebrato insieme come diocesi». Testimone del valore riconosciuto a questo evento è l’assiduo impegno da parte dell’équipe nell’organizzazione del momento di preghiera: dalla gestione delle disponibilità dei chitarristi, all’avanzamento di proposte che possano portare a valorizzare questo incontro, affinché sempre più fedeli possano viverlo e parteciparlo con maggior consapevolezza. Protagonista delle prossime domeniche settembrine, è proprio Domeniche in… Rete!, una delle ultime iniziative che tenterà di coinvolgere e radunare sempre più giovani alla consueta celebrazione in seminario. La nuova proposta avanzata dall’equipe curante dei Vespri mira proprio a centralizzare il momento di adorazione Eucaristica e Vespri, a cui, in questo caso specifico, seguiranno partita di pallavolo e pizzata per cogliere l’occasione di continuare a stare in compagnia. «Focus centrale della serata vuole essere la preghiera, che non manca però di punti in comune con lo sport – ha sottolineato l’équipe –. La preghiera, esattamente come lo sport, è fatta di costanza, di fatica, di impegno, ma anche di gratificazione». E ancora «A noi piace giocare insieme, da soli non si va da nessuna parte! C’è bisogno di una squadra in campo, così come ce n’è bisogno nella preghiera, per supportarsi e vivere al meglio il momento».

Lisa Berardi