Un anniversario che unisce memoria e futuro. La Delegazione di Faenza dell’Accademia Italiana della Cucina ha festeggiato domenica 28 settembre i suoi trent’anni di attività, rinnovando l’impegno nella tutela e valorizzazione della gastronomia italiana, in un anno particolarmente significativo per la candidatura della Cucina italiana a patrimonio dell’UNESCO.

Una celebrazione con soci e autorità

L’evento si è svolto al Garden Pavillon di Villa Abbondanzi, alla presenza dei soci faentini, autorità e di figure di spicco del mondo accademico. Tra gli ospiti d’onore era presente il segretario generale dell’Accademia, Roberto Ariani, accompagnato da diversi delegati delle sezioni della Romagna, a conferma del legame culturale che unisce i territori.

Il pranzo celebrativo, centrato sull’esaltazione delle eccellenze locali, ha offerto l’occasione per ripercorrere la storia della delegazione, arricchita dalla testimonianza dei soci fondatori che hanno ricordato momenti e aneddoti dei primi anni di attività.

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Il passaggio di consegne a Romana Selli

La giornata ha vissuto il suo momento più significativo con il passaggio formale delle consegne. La nuova delegata, Romana Selli, ha ricevuto la “spillatura” – l’apposizione della spilla accademica – direttamente dal segretario generale Ariani.

Nel suo intervento, Romana Selli ha ringraziato i presenti e in particolare Leonardo Colafiglio, delegato uscente, sottolineando la continuità del lavoro accademico: «Un impegno che unisce il rispetto delle radici con uno sguardo proiettato al futuro».

Un presidio culturale per la cucina italiana

La celebrazione si è conclusa con un brindisi augurale, in un clima di amicizia e convivialità. Il trentennale non è stato soltanto un momento di memoria, ma anche un’occasione per rilanciare il ruolo della delegazione manfreda come presidio attivo a difesa e promozione della cucina italiana, intesa come espressione autentica di cultura, identità e storia.