10° giorno
Questa mattina mi sono svegliato tardi e, quando sono andato a fare colazione, tutti avevano già mangiato. Ho preso una tazza di te veloce e sono salito sul ponte principale. Lì ho visto diverse persone che chiacchieravano e osservavano l’orizzonte: alcune erano salite a Suez e adesso eravamo già nel Mar Mediterraneo. L’aria era più fresca e mi sembrava che la gente fosse allegra, forse perché ci stavamo avvicinando a casa.
In un angolo della nave c’era un gruppo di passeggeri che cantava una canzone vivace:“Sul cappello, sul cappello che noi portiamo…”. Sembrava un brano molto conosciuto perché quasi tutti si erano uniti al coro. Le loro voci si mescolavano con il rumore delle onde e l’allegria era contagiosa: anche io, senza accorgermene, mi sono ritrovato a canticchiare il ritornello.
Anche verso sera ero allegro. Mi stavo ormai abituando alla vita sulla nave: il ritmo delle giornate era diventato familiare, e cominciavo a riconoscere volti e nomi di alcuni compagni di viaggio. Dopo cena ho fatto una lunga passeggiata sul ponte, dove una brezza leggera portava con sé l’odore del mare.
È stata una giornata luminosa, piena di allegria e di nuove amicizie.
Omar Giama














