Si è svolto ieri a Faenza il convegno conclusivo del progetto europeo Econnecting, un momento di confronto dedicato alle principali sfide della mobilità urbana e alle prospettive di sviluppo delle connessioni tra città e territori rurali.

Condivisi i risultati di un percorso triennale che ha coinvolto otto città europee e posto al centro l’accessibilità, la sostenibilità e la qualità della vita

L’iniziativa ha riunito esperti del panorama accademico e istituzionale europeo, rappresentanti delle città partner del network Econnecting e stakeholder locali, permettendo di condividere i risultati di un percorso triennale che ha posto al centro l’accessibilità, la sostenibilità e la qualità della vita.

Avviato nel 2023 e coordinato dall’Unione della Romagna Faentina in qualità di ente capofila, Econnecting ha coinvolto una rete di otto città europee di diverse dimensioni, dalla piccola Kardamili (West Mani), in Grecia, con meno di mille abitanti, fino a Viseu, in Portogallo, che conta circa centomila residenti.

Attraverso il sostegno del programma URBACT, il partenariato ha promosso scambi di buone pratiche e la sperimentazione di politiche innovative sulla mobilità, affrontando i temi del “territorio da 30 minuti” e dell’accessibilità, oggi considerati concetti fondamentali per avvicinare servizi, opportunità educative, lavorative e ricreative ai cittadini.

Il percorso dell’Unione della Romagna Faentina si è caratterizzato per un forte coinvolgimento del territorio

Il percorso dell’Unione della Romagna Faentina si è caratterizzato per un forte coinvolgimento del territorio: associazioni, scuole, mobility manager e stakeholder locali hanno partecipato a tavoli di confronto e iniziative di co-progettazione, tra cui quello dedicato all‘intervento di riqualificazione della ciclabile di via Fratelli Rosselli e che si concluderà con un laboratorio urbano sabato 20 settembre alle 16:00 alle 19:00 nel tratto compreso tra via Galli e la rotonda con via Testi.  

Le dichiarazioni delle istituzioni

«Come ANCI e come National URBACT Point – ha dichiarato Moira Rotondo, referente dei progetti URBACT in Italia e responsabile del Dipartimento di Politiche Europee di ANCI – siamo orgogliosi delle attività dei nostri Comuni. L’Unione della Romagna Faentina ha saputo distinguersi con un progetto che tiene insieme sostenibilità, sviluppo locale e partecipazione. Spesso nei Comuni si tende a sottovalutare l’importanza della partecipazione ai bandi europei, ma esperienze come questa dimostrano che questi percorsi internazionali possono incidere concretamente nello sviluppo urbano e rappresentare il motore di un cambiamento culturale».

Anche Simone D’Antonio, esperto di politiche di sviluppo urbano e moderatore della tavola rotonda, ha sottolineato il valore del progetto: «Gli approcci innovativi sperimentati grazie a Econnecting sono fondamentali per rispondere alle sfide delle città contemporanee. È necessario ripensare le strategie integrate, rinsaldando i legami tra dimensione urbana e dimensione rurale.

Non va mai dato per scontato il coinvolgimento degli attori del territorio quando si pianifica lo sviluppo urbano: il vero valore aggiunto nasce dall’ascolto e dalla partecipazione. La conclusione del progetto non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’avvio di una nuova fase, quella in cui le idee maturate trovano attuazione concreta».

Luca Ortolani, in rappresentanza del Comune di Faenza, e Nadia Carboni, dirigente dell’area Sviluppo economico e Smart city che ha coordinato il progetto, hanno presentato alcune delle azioni che nasceranno dall’esperienza di Econnecting.

Ortolani: “Aree rurali necessitano di maggior attenzione. Tra le novità un servizio notturno di autobus tra l’area di via Granarolo e il centro storico”

 «I dati raccolti dimostrano che le aree rurali rappresentano una parte importante del territorio e necessitano di sempre maggiore attenzione – commenta Luca Ortolani. – Tra le azioni previste ci sono l’implementazione del trasporto pubblico su gomma, lo sviluppo dell’infrastruttura ciclabile, la realizzazione di percorsi ciclopedonali con un approccio partecipativo e diverse azioni mirate a incentivare la mobilita sostenibile.

Novità dei prossimi mesi sarà la sperimentazione, di un servizio notturno di autobus tra l’area di via Granarolo e il centro storico, così da garantire alternative sicure all’uso dell’auto privata soprattutto per generazioni più giovani». Tra le buone pratiche sviluppate a livello locale e apprezzate anche a livello europeo figura il programma Bike to Work, candidato a diventare progetto di Transfer Network per essere replicato in altre città partner e migliorare grazie al confronto internazionale. 

Presenti al convegno anche esperti internazionali

La giornata è stata arricchita anche da contributi di respiro internazionale. Catherine Gall, ricercatrice della Sorbona, ha illustrato come il modello della mobilità di prossimità sia stato adottato con successo in diverse città europee, mentre Shelley Bontje, project manager dell’Ambasciata olandese del ciclismo, ha raccontato le più recenti politiche dei Paesi Bassi a sostegno della mobilità dolce, sottolineando l’impatto positivo di queste scelte sul benessere delle persone e sull’ambiente.