Dieci anni fa papa Francesco ha pubblicato l’enciclica Laudato Sì, un grido e appello accorato per la difesa e la cura della nostra casa comune: «Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla». Papa Francesco non si è mosso soltanto nell’ambito valoriale di un appello ai principi, ma ha fatto anche proposte molto concrete. Due passaggi fra tutti:
«Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile». E poi: «In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale e persino la vendita della produzione in eccesso. Questo semplice esempio indica che, mentre l’ordine mondiale esistente si mostra impotente ad assumere responsabilità, l’istanza locale può fare la differenza». Per arrivare qui da noi e far diventare concrete queste proposte, dobbiamo però passare prima da Taranto, dove nel 2022 tutta la comunità ecclesiale italiana, riunita nella sua 49esima Settimana Sociale, ha fatto delle scelte etiche importanti relative alla ricerca di un nuovo modello di produzione e di consumo dell’energia basato sulla condivisione solidale tramite una Comunità Energetica. In questa occasione è stata avviata una campagna di promozione, informazione e sensibilizzazione per favorire la partecipazione di Diocesi ed enti religiosi alla costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer).
Il progetto diocesano
È stato allora che il nostro vescovo Mario Toso ha maturato l’idea di un progetto diocesano – la Comunità Energetica Rinnovabile “Ecologia integrale” – in cui tutte le parrocchie e gli enti religiosi fossero unite in un’azione collettiva reale e incisiva. Costituitasi nel maggio del 2024, e diventata più grande in novembre con l’ingresso della Diocesi di Imola, la nostra Cer è una proposta. Facciamo una sola cosa, ma facciamola tutti insieme. Certamente si faranno tante altre cose, ma questa è condivisa veramente da tutta la comunità ecclesiale: parrocchie, movimenti, associazioni laicali, singoli e famiglie. La Cer è un’esperienza aperta e inclusiva. Tutti ne possono fare parte. La Comunità ecclesiale se ne fa promotrice, ma la Cer si apre al mondo, al territorio, agli enti, alle associazioni e alle singole persone per una proposta il più possibile partecipata. I nostri valori trascendono l’idea di un possesso esclusivo. La Cer è una proposta concreta, che agisce e incide direttamente sulla realtà promuovendo uno stile di consumo dell’energia elettrica ecologico e sostenibile.
La Cer è una proposta che nasce dal basso. Siamo una cooperativa. Abbiamo scelto questa formula proprio perché riteniamo che questa formula risponda meglio al concerto di partecipazione collettiva. Una cooperativa si sviluppa grazie all’apporto dei singoli soci che diventano i primi protagonisti del cambiamento. La Cer è una cosa semplice: certamente è difficile affrontare tutte le questioni burocratiche, tecniche ed economiche per l’installazione di una Cer, ma alla fine col semplice gesto di consumare responsabilmente e collettivamente energie rinnovabili, introduciamo un cambiamento radicale. La Cer è solidale. Nel nostro Statuto è evidente la finalità di solidarietà non solo tra i soci (uno produce e l’altro consuma), ma anche e soprattutto nei confronti di tutti i soggetti fragili del nostro territorio. La fragilità in questione è la povertà energetica, la fatica di molte famiglie nel pagare le bollette elettriche. Il progetto Cer… è da sposare. Facciamolo diventare il nostro progetto, il progetto di ogni nostra comunità parrocchiale e di ogni famiglia, bisognosa e non, del nostro territorio, per un’azione mirata di transizione ecologica partecipata.
La presentazione del progetto
Il progetto della Cer “Ecologia Integrale” è nato su iniziativa del vescovo Mario, che nel 2022 ha istituito la Commissione per la costituzione delle comunità energetiche, guidata da don Luca Ghirotti. La cooperativa è poi nata nel 2024 con il supporto di Confcooperative Romagna. Per saperne di più sabato 27 settembre alle 10 in Seminario verrà illustrata la nostra proposta alla Caritas, all’Anspi, all’Azione Cattolica. Poi seguiranno altri incontri. Uno degli obiettivi dell’incontro è anche quello di intercettare un gruppo di giovani sensibili e motivati che, grazie a un percorso formativo specifico, diventino i veri e propri promotori della Cer presso le loro comunità di appartenenza. Nella Cer c’è energia per tutti, vi aspettiamo.
Davide Ferrini














