Domenica 14 settembre si è svolta a Zattaglia la celebrazione della battaglia del Senio, occasione per ricordare la Liberazione e per onorare la memoria di quanti hanno sacrificato la loro vita combattendo in quei lunghi mesi di 80 anni fa durante la Seconda guerra mondiale.
Presenti i sindaci di Brisighella, Riolo Terme e Casola Valsenio
In quelle circostanze morirono 262 combattenti del gruppo “Friuli”. Alla cerimonia di commemorazione è intervenuto il sindaco di Brisighella Massimiliano Pederzoli, che ha ricordato nel suo discorso commemorativo le vittime della battaglia, anche a nome dei Comuni di Casola Valsenio e Riolo Terme, per i quali erano presenti i sindaci Maurizio Nati e Federica Malavolti.
Scoperta una lapide che ricorda i caduti indiani Sikh
Presenti inoltre militari della “Friuli”, le associazioni d’Arma, rappresentanti istituzionali e tanti cittadini. La cerimonia è stata preceduta sabato 13 settembre dalla scopertura di una lapide a ricordo dei caduti indiani Sikh nelle valli del Sintria e del Senio durante la campagna d’Italia dell’8^ Armata Britannica, in occasione dell’80° anniversario della liberazione.


Il sindaco Pederzoli ha ricordato le gesta della Friuli, prima unità a ricostituirsi in maniera operativa del Regio esercito italiano dell’Italia libera dopo l’8 settembre 1943, dalla Corsica alla Romagna fino a Bologna dove fu la prima unità militare alleata a entrarvi il 21 aprile 1945. Pederzoli ha posto l’accento sui valori di pace, libertà, democrazia, “che il sacrificio di tanti giovani italiani ci ha consegnato, valori da difendere a ogni costo. Ma non ci fermiamo alla sola memoria del passato. La memoria, per noi, è un ponte verso il futuro”, ha sottolineato il primo cittadino di Brisighella.
Pederzoli: “Ricordo da trasmettere alle nuove generazioni. Pace e libertà non sono scontate, sono un patrimonio da difendere”
“Il mio Comune, come tutta la Romagna, conosce bene le ferite della guerra – ha detto ancora Pederzoli-. È nel nostro territorio, lungo le colline del Senio e del Lamone, che tante giovani vite della ‘Friuli’ e di altri reparti si sono spente nel tentativo di avanzare verso la liberazione del Nord Italia. È anche da lì che nasce la nostra vicinanza e il nostro senso di responsabilità verso queste commemorazioni.
In questa ottica, accolgo con profondo entusiasmo la proposta, già lanciata dal nuovo presidente dell’associazione, di rafforzare i legami tra i territori della memoria, come Livorno e Casola Valsenio, con i luoghi che furono testimoni della seconda fase del cammino della ‘Friuli’, quella che portò il Gruppo di Combattimento Friuli dal fronte del Senio fino alla liberazione dell’Italia settentrionale”.

“Ritengo importante – ha aggiunto – e lo dico come amministratore e come cittadino, che questo ricordo venga trasmesso con forza e con chiarezza alle nuove generazioni. Oggi, più che mai, pace e libertà sembrano concetti dati per scontati. Ma non lo sono. Come giustamente ci è stato ricordato, l’Europa che viviamo, spesso criticata ma mai abbastanza compresa, è nata proprio sulle macerie della guerra. E mai, nella storia del nostro continente, vi è stato un periodo di pace tanto lungo come quello che ha seguito la Seconda guerra mondiale. Questo è un patrimonio che va difeso, anche e soprattutto attraverso il ricordo di chi ha pagato con la vita il prezzo di questa pace”.
“Brisighella, come tanti Comuni italiani, è custode di lapidi, cippi, tombe e memoriali. Piccole pietre, ma cariche di senso, che parlano a chi sa ascoltare. Noi abbiamo il dovere di farle parlare anche ai giovani, attraverso progetti scolastici, testimonianze dirette, iniziative condivise. E siamo pronti a collaborare con l’Associazione Nazionale Reduci della Friuli e con le istituzioni militari e civili per tenere viva questa memoria. Oggi non siamo qui solo per onorare il passato, ma per rinnovare un impegno. Un impegno alla pace, alla democrazia, alla dignità della persona. Un impegno che dobbiamo mantenere vivo, perché – ha concluso Pederzoli – la libertà è come l’aria: ci accorgiamo che esiste solo quando manca”.














