Sono numerose, anche a livello locale, le iniziative di solidarietà con il popolo palestinese e di denuncia contro il genocidio in corso.
Le iniziative della rete Overall
La rete Overall, insieme alle associazioni aderenti, partecipa attivamente a questo impegno: diffonde e sostiene eventi pubblici e sta raccogliendo adesioni per la Marcia PerugiAssisi del prossimo 12 ottobre, considerata quest’anno particolarmente significativa.
Gli organizzatori sottolineano tuttavia la necessità di moltiplicare le occasioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare istituzioni e governi a prendere posizioni concrete. Da qui l’invito rivolto a chi promuove iniziative culturali, artistiche o musicali, a inserire momenti o segni di attenzione e solidarietà verso la Palestina. La rete si dichiara disponibile a collaborare per dare concreta attuazione a questi gesti.
Una famiglia palestinese da accogliere a Faenza
Parallelamente, grazie alla collaborazione con la rete di operatori “Sanitari per Gaza” di Bologna, l’impegno si concretizza anche nell’accoglienza di rifugiati.
In particolare, si tratta di una famiglia palestinese composta da una madre, Heba, e tre figli minori, due dei quali feriti a Gaza e bisognosi di cure. La famiglia è arrivata in Italia attraverso un corridoio umanitario, insieme ad altre famiglie con status di rifugiati politici.
Mentre le altre famiglie sono state inserite nelle strutture del SAI di Bologna, per mancanza di posti Heba e i figli si trovano ancora ospitati presso il centro “E. Balducci” di Zugliano (Udine).
Una collocazione che, pur garantendo assistenza, li isola dal sostegno delle altre famiglie palestinesi. Inoltre, il figlio Ameer dovrebbe proseguire un delicato percorso di cure presso il Centro Protesi INAIL di Budrio, il che rende necessario un trasferimento in Emilia-Romagna.
La disponibilità del SAI di Faenza e la ricerca di un appartamento
Il Comune di Faenza e i responsabili del SAI hanno dato la loro disponibilità ad accogliere la famiglia. Tuttavia, i 25 posti disponibili sono attualmente occupati. Solo l’uscita autonoma di un altro nucleo familiare potrebbe liberare lo spazio necessario.
Per rendere possibile questo passaggio, serve però individuare un appartamento adeguato, sia per dimensioni che per costi, dove trasferire la famiglia che ha concluso il proprio percorso di accoglienza.
Da qui l’appello lanciato da Overall e dalle associazioni: istituzioni pubbliche, enti, realtà laiche e religiose e cittadini sono invitati a collaborare per trovare rapidamente una soluzione abitativa.
La rete si è detta disponibile a sostenere parte delle spese attraverso una sottoscrizione pubblica tra associazioni e singoli.
«Sarebbe non solo un atto concreto di solidarietà verso una famiglia palestinese – sottolineano i promotori – ma anche un’occasione per favorire l’integrazione nel nostro territorio di un nuovo nucleo di rifugiati, anch’essi fuggiti dalla guerra».














