Dopo oltre sessant’anni, un gruppo di ex bambini che da piccoli si ritrovavano a giocare in cortile in via San Bernardo si è incontrato nuovamente, trascorrendo un pomeriggio di ricordi e convivialità. L’iniziativa, fortemente voluta da Bruno e ospitata da Gianni nella sua casa alla Pietramora, ha riportato alla luce giochi, aneddoti e legami mai dimenticati.
Il cortile di via San Bernardo
Negli anni dell’infanzia, quel cortile all’inizio di via San Bernardo era il punto di ritrovo per i bambini del vicinato. Dopo i compiti, ci si ritrovava lì fino a sera, inventando giochi con pochi strumenti: una palla, una corda, qualche biglia. L’età e il sesso non contavano: contava soltanto stare insieme e divertirsi.

Giochi e ricordi condivisi
Durante il pranzo, ognuno ha riportato alla memoria i giochi di un tempo: le gare a carampana, l’immancabile nascondino, le sfide a “gogia” (bilie) o a-la-coja, ma anche strega-in-alto, strega-color, palla avvelenata, fido libero e fido impalato. Momenti semplici, capaci di ridare per un attimo quella spensieratezza tipica dell’infanzia.
Il ritrovo è stato accompagnato da un pranzo all’aperto, con contributi portati da ciascun partecipante: tagliatelle fatte in casa, polpette al sugo, taglieri di prodotti tipici e un assortimento di dolci, tra cui una torta decorata con la scritta “Agli amici del cortile!”.
Le strade percorse nella vita
Nel ritrovarsi, ognuno ha riconosciuto negli sguardi degli altri il compagno di giochi di un tempo, oggi diventato maestro elementare, albergatore, cestista di Serie A con la storica “Sanley” faentina, tecnico ceramico e molto altro ancora.
Un arrivederci carico di gratitudine
Dopo una passeggiata sul crinale, è arrivato il momento dei saluti, con la promessa di non attendere altri sessant’anni per un nuovo incontro. L’atmosfera era segnata da gratitudine reciproca per aver condiviso ore preziose, lontane dalle preoccupazioni quotidiane, rivivendo quell’ “immunità” dai problemi che appartiene soltanto all’infanzia.
Stefano Longanesi














