Domenica scorsa 31 agosto si è svolta a Badia della Valle la tradizionale festa patronale della Madonna del Carmine. L’intero programma pomeridiano si è tenuto all’esterno, in quanto, come è noto, la chiesa è inagibile a seguito del terremoto del 18 settembre 2023. Ormai da oltre un decennio al programma religioso si premette un evento culturale con a tema argomenti di storia del territorio: quest’anno la scelta è caduta sulla scuola di un tempo in Valle Acerreta; la conferenza, a cura di Donatella Lippi e Claudio Samorì ha riscosso l’interesse di un piccolo ma affezionato pubblico che ha interagito con i relatori riportando a sua volta ricordi e testimonianze anche fotografiche che costituiscono la premessa di ulteriori sviluppi in questa ricerca. Erano infatti tante le scuole rurali ( si pensi per esempio a Gamogna, Bulbana), e la scelta della conferenza di quest’anno è caduta, per esigenze di sintesi e senza pretese di esaurire l’argomento, sulla scuola di Lutirano, Abeto, Badia della Valle e Ponte della Valle attraverso interviste realizzate dalla prof.ssa Lippi, cultrice di storia locale, a scolari di un tempo. Claudio Samorì ha invece svolto un’ampia e approfondita riflessione a partire dalla sua esperienza giovanile di maestro elementare nelle scuole delle piccole comunità appenniniche romagnole e a seguire, di dirigente scolastico. Speriamo quindi di poter proseguire la ricerca e tenere un’altra conferenza su questo tema, nei prossimi anni.
L’altra caratteristica, oltre all’interesse culturale, che è emersa quest’anno nei partecipanti alla festa, consiste senz’altro in una sempre più matura sensibilità nei confronti del luogo stesso della chiesa di Badia, a causa della sua inagibilità, per la sua storia millenaria, la sua valenza culturale e spirituale, che non deve andare dispersa. Si riscontra infatti un crescente senso di appartenenza che si va esprimendo concretamente anche attraverso la partecipazione alla raccolta di piccole offerte e contributi economici più importanti per i restauri della chiesa. Durante l’anno in corso l’Associazione Volontari per la Valle Acerreta ha destinato il ricavato di una intera manifestazione, per i restauri. In un’altra manifestazione si è tenuta una pesca di beneficenza; il Circolo San Pier Damiano di Faenza, presso la chiesa di Santa Maria Foris Portam ha destinato già da due anni l’intero ricavato della cena di beneficenza organizzata per la Festa di San Pier Damiani, in febbraio, che non si può più tenere a Badia. A tutto questo si aggiungono le offerte dei privati dalla Toscana e dalla Romagna e le decine di persone che già dallo scorso anno hanno acquistato il calendario della Valle Acerreta con immagini di Francesco Sansone, sempre con lo stesso scopo. E così sono stati raccolti in due anni 9400€: una cifra piccola se paragonata alle spese in preventivo per i restauri, ma significativa anche sul piano relazionale oltreché economico, con la speranza che possa preludere ad ulteriori finanziamenti pubblici e privati. La parrocchia di Lutirano ha voluto quindi donare, nel contesto della festa di quest’anno, al Circolo San Pier Damiano di Faenza una formella in ceramica raffigurante il santo fondatore di Badia e Gamogna, che è stata consegnata al presidente Filippo Bandini, in segno di riconoscenza, per la generosità e il senso ecclesiale dimostrati.
Al termine della messa, animata dal Coro Città di Modigliana e presieduta da don Francesco Corradossi, nipote di don Paolo, ultimo parroco residente di Badia, si è tenuta la processione con la venerata immagine della Madonna, al suono della Brass Band di Faenza e quindi il tradizionale rinfresco con ottima piadina fritta e ciambella preparate come sempre dalle volontarie della parrocchia. L’appuntamento è al prossimo anno, all’interno della chiesa restaurata e con il suono delle campane, si spera vivamente, oppure nella formula presente.
Gianluca Massari













