Da inizio anno Mirko Valdifiori, ex di Empoli, Napoli e Torino con qualche presenza anche in nazionale, è nello staff tecnico della nazionale di Malta. Dal 14 gennaio è al fianco del neo commissario Emilio De Leo, napoletano. Lo abbiamo rintracciato grazie a un caffé al bar Porta Nuova da Remo, luogo di riferimento per i tifosi del Russi. Mirko va e viene da Malta dove si sta preparando la gara in Lituania. All’andata, sull’isola, è finita 0-0. Unico punto in 4 gare di qualificazione ai mondiali, dove spicca anche l’8-0 subito dall’Olanda giusto qualche settimana fa. Ma questo fa parte delle regole del gioco incontrando nazionali di un “altro pianeta”.

Intervista a Mirko Valdifiori

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Mirko Valdifiori con la famiglia a Malta



Mirko, sportivamente parlando, al colpaccio in Lituania ci si può puntare?

Certo. In casa con la Lituania abbiamo fatto il nostro primo punto. Abbiamo creato diverse occasioni da gol, e dimostrato che con organizzazione e determinazione, sono partite in cui possiamo fare punti. Andiamo in Lituania con il massimo rispetto, ma consapevoli di poter fare anche bottino pieno. Farebbe bene per la fiducia dei ragazzi e per la loro crescita di partita in partita.

La Federazione maltese, però, non ha ambizioni irragionevoli. Vive il tempo delle qualificazioni con i piedi per terra, ma ha avviato una campagna acquisti per migliorare la squadra e le prestazioni?

La Federazione ha tanta voglia di crescere puntando sui giovani. Spera che qualcuno del nostro campionato possa attirare l’attenzione di squadre in Europa, o in giro per il mondo. E magari nazionalizzando giocatori . Quando sono arrivato io, ad esempio, James Carragher nato in Inghilterra e Ilyas Chouaref, nato in Francia e di origini marocchine, che gioca in Svizzera.

Fra gli acquisti c’è anche Mirko Valdifiori, che ha firmato per un paio d’anni nello staff tecnico. Dopo 6 mesi, un primo bilancio della tua presenza?

Sono stati molto positivi. Intanto sono molto diversi dal giocare. L’assistente dell’allenatore parla sempre di calcio, ma è una cosa diversa. Fai parte di uno staff e devi preparare le gare vedendo video e confrontandoti con l’allenatore, per fornirgli le informazioni necessarie perché possa assumere le sue decisioni. Spero di continuare così immagazzinando io stesso informazioni utili per proseguire in questo ruolo e diventare poi allenatore.

Hai avuto modo anche di visitare l’Isola? Come l’hai trovata?

Malta è un’isola in cui si sta molto bene. E questo porta i ragazzi ad avere un senso di appartenenza che mettono in tutto quello che fanno.
A livello di organizzazione è un’isola che ti offre tanto, con un bel clima; belle strutture; luoghi di divertimento per i giovani e spiagge più indicate per le famiglie. Poi c’è La Valletta, una capitale molto bella, nel cui porto attraccano anche grandi navi con tanti visitatori.

Russi è casa. Un caffé da Remo ci sta, poi c’è il Centenario del Russi Calcio, ma non è ancora tempo di fermarsi, anzi… Mister Valdifiori che progetti hai per i prossimi anni?

Russi è sempre Russi. Durante la mia carriera di calciatore, appena potevo sono sempre tornato nella mia Russi. Intanto per ricongiungermi con mia moglie e le nostre due splendide bimbe. Poi ci sono i nonni e i tanti amici con cui è sempre un piacere ritrovarsi. Questa nuova esperienza mi consente di lavorare, ma anche di tornare per stare in famiglia, fare il babbo, seguire le figlie che qui vanno a scuola. Dopo i tanti spostamenti, da Empoli a Napoli, da Torino a Pescara, ora è giusto dare loro un po’ di stabilità.

Passione per il calcio anche tra i figli?

Nelle mie figlie c’è tanta passione. È sempre stato bello, quando giocavo, alzare lo sguardo dal campo e vedere moglie e figlie, con tutti i famigliari che mi incitavano. Vengono in mente i sacrifici fatti, in cui sono coinvolte anche loro, come tutte le volte che abbiamo cambiato casa e città. Ma a livello personale hanno sempre fatto nuove amicizie e si sono confrontate con altre realtà. Accanto ai sacrifici, però, quando si arriva allo stadio è bello trovarsi a vivere nuove emozioni tutti insieme. Ad agosto, ad esempio, verranno con me per la nuova sfida mondiale di Malta.

Per finire, da italiano, un pensiero per la nostra nazionale. Tu ce li vedi gli Azzurri ai mondiali 2026?

Beh, ora è arrivato Gattuso che tutti conosciamo per la sua grinta e il suo temperamento. In un momento un po’ delicato in cui si è giunti a discutere di scarso attaccamento alla maglia azzurra. Anch’io sono stato in nazionale e credo piuttosto che ci sia un po’ di tensione e timore di non raggiungere la qualificazione. Ma credo che Gattuso sia la persona giusta per trasmettere quella grinta e quella fame di risultati che lui stesso aveva e che ora serve al gruppo per andare al mondiale.

Giulio Donati