Una cena in Oratorio prima dell’inizio della Fira (15 settembre) e, dopo (24-27 ottobre), quattro giorni a Torino per conoscere la fraternità del Sermig. Questo il programma del gruppo parrocchiale ‘Giovanissimi’ che si presentano così: «Frequentiamo le scuole superiori e tutti i sabati ci incontriamo in oratorio per riflettere su vari temi, condividere esperienze e crescere assieme». Frutto di un lavoro messo in campo da tempo. Al termine del percorso dello scorso anno i catechisti proposero al gruppo l’esperienza estiva del Sermig, a Torino. Così, a luglio e a dicembre 2024, fu organizzata una settimana all’Arsenale della pace.

L’Arsenale della Pace

Nato nel 1964 dal sogno di due ragazzi, Ernesto Olivero e la sua futura moglie Maria, il Sermig di Torino è frutto del loro desiderio di sconfiggere la fame nel mondo. «Un sogno troppo grande forse, ma al quale non hanno mai smesso di credere», sottolineano i ragazzi. Dopo circa 20 anni i due fondatori riuscirono a trovare una sede: un vecchio arsenale di guerra in un quartiere difficile di Torino. Grazie all’impegno e al lavoro gratuito di tanti, soprattutto giovani, questo vecchio complesso in rovina è stato trasformato in un ‘Arsenale di pace’. I ragazzi hanno colto che «oggi l’Arsenale della pace è un ‘monastero metropolitano’ dove si può trovare cultura della vita e della pace, occasioni di dialogo, preghiera, confronto, ascolto, possibilità di servizio e volontariato. Attorno alla fraternità, che vive al suo interno, è cresciuta una fitta rete di amici che collabora, aiuta economicamente, sostiene spiritualmente, partecipa alle iniziative proposte. Tempo, denaro, capacità manuali e intellettuali diventano risorse da non tenere per sé, ma da utilizzare per rendere il mondo più bello, più giusto, più vivibile. Tornati a Russi rigenerati e cresciuti con la voglia di condividere quell’esperienza con la comunità , hanno meditato la seguente proposta. «Lunedì 15 settembre, partecipare in Oratorio a ‘Il mondo a tavola‘. Sarà una cena per riflettere sul tema della mondanità, della povertà e sull’uso delle risorse. La cena avverrà presso i locali dello stand della parrocchia. Abbiamo esteso l’invito al Sindaco, assessori e giunta, ad altre associazioni del territorio e ci piacerebbe condividere anche con voi questa iniziativa». Nel frattempo scatta anche la raccolta di adesioni per quattro giorni da vivere a Torino.

Giulio Donati