Il Coordinamento Overall – Rete multiculturale di Faenza lancia un appello alla società civile e alle istituzioni locali per sostenere la campagna europea “Stop Rearm Europe” e l’iniziativa collegata “Comuni per la pace e contro il riarmo”, che invita i Consigli comunali e regionali a votare delibere di impegno concreto per la pace e contro le politiche di riarmo.

Un impegno contro la produzione e l’invio di armamenti

Il Coordinamento Overall esprime sostegno a tutte le iniziative e manifestazioni volte a fermare l’invio di armi o componenti di armamenti che possano essere utilizzati per violare il diritto internazionale e i diritti umani.

Nell’appello si sottolinea la necessità di promuovere la riconversione produttiva delle aziende, anche italiane, coinvolte nella produzione di armamenti, difendendo la Legge 185 che regola l’export di armamenti italiani con criteri di controllo e trasparenza.

Il nodo occupazionale e la riconversione industriale

Overall rileva come la difesa dei posti di lavoro nelle aziende che producono armamenti debba andare di pari passo con politiche industriali di riconversione verso settori socialmente utili, evitando di lasciare la questione alla sola responsabilità dei lavoratori coinvolti.

Secondo i dati diffusi, un investimento di un miliardo negli armamenti genera circa 3.000 posti di lavoro, mentre la stessa cifra produrrebbe 8.000 posti nel settore ambientale, 12.000 nella sanità e 14.000 nell’istruzione.

Critiche al Piano di riarmo Ue e all’aumento della spesa militare Nato

Nell’appello si esprime contrarietà al Piano di riarmo dell’Unione Europea e alla proposta Nato di aumentare al 5% del Pil la spesa militare.
Secondo il Coordinamento, queste scelte — sostenute dal Governo italiano — aumenterebbero produzione e importazione di armi, riducendo al contempo le risorse disponibili per i Comuni, con ulteriori tagli a servizi pubblici e spesa sociale.

Ad oggi, ricordano, 15 miliardi sono già stati sottratti ai Comuni a causa del Patto di stabilità, mentre la Legge di Bilancio 2025 prevede ulteriori tagli per 1,3 miliardi nel periodo 2025-2029.

Un appello alla società civile e alle istituzioni locali

Il Coordinamento chiede a tutte le realtà della società civile di prendere posizione e di aderire alla campagna “Stop Rearm Europe”.

L’obiettivo è ottenere delibere ufficiali da parte di Comuni e Regioni per impegnare le istituzioni locali a sostenere la pace, opporsi al riarmo e promuovere scelte politiche coerenti con questi principi.