Sale a sei il numero degli arresti per l’omicidio di Alessandro Coatti, biologo di 38 anni originario di Longastrino, ucciso e fatto a pezzi nella zona di Santa Marta, nel nord della Colombia, il 6 aprile scorso mentre era in vacanza.

Gli ultimi arresti sono avvenuti sempre in Colombia il 30 luglio e il 14 agosto per ordine della Autorità Giudiziaria del Dipartimento di Magdalena. I fermati sono José Diazgranados Soteldo (detto Dsquared), intercettato mentre era in viaggio lungo il Troncal del Caribe e José Ángel Lizcano Hernández, di 22 anni, trovato in un’abitazione in un quartiere popolare di Cali, nel sud-ovest del Paese.

La Procura di Roma in una nota sottolinea che “queste misure si uniscono a quelle eseguite nel maggio scorso su 4 cittadini colombiani, coinvolti nel fatto criminoso”. Viene ricordato inoltre che gli inquirenti italiani, “nell’ambito del relativo procedimento, hanno sviluppato le indagini in ambito nazionale, attraverso diversificati e complessi accertamenti svolti dai Carabinieri del Ros con grande puntualità ed efficacia”. Le investigazioni “svolte in sinergia con la Procura Sezionale del Dipartimento di Magdalena nell’ambito di attività rogatoriale, con gli apparati di polizia colombiani e con il costante supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, sono state caratterizzate, oltre che dall’ascolto di persone informate sui fatti, da accurati accertamenti tecnici su oggetti e dispositivi elettronici appartenuti alla vittima”.

La procura capitolina aggiunge che “proprio gli approfondimenti sugli apparati informatici hanno permesso di fare luce sugli ultimi giorni di vita di Coatti, in particolare sugli spostamenti nella città di Santa Marta, nonché di contribuire alla ricostruzione delle fasi del delitto e di acquisire elementi utili alla identificazione degli autori”.

Gli altri quattro presunti colpevoli sono Oswal Moisés Ospino Navarro, arrestato a Medellín, Isaac Enrique Márquez Charris, arrestato ad Arjona, Andrea Camila Berdugo Escorcia, detenuta a Bogotá, Brian Augusto Cantillo Salcedo, arrestato a Santa Marta.

Gli inquirenti locali ritengono che i presunti colpevoli facciano parte di una banda specializzata in rapine ed estorsioni che avrebbe adescato e ingannato Coatti su un sito di incontri con la falsa promessa di una gita in Sierra Nevada. L’obiettivo reale era, invece, di sottrarre al ricercatore italiano denaro con una tecnica purtroppo collaudata: l’invito in un appartamento, l’uso di droghe come la scopolamina in grado di portare la vittima in uno stato di allucinazione, il furto di carte di credito e dati bancari. Nel caso di Coatti si ipotizza che il 38enne sia riuscito in qualche modo a ribellarsi portando il gruppo criminale alla terribile decisione di ucciderlo e di smembrare il corpo per depistare le indagini e far credere che il crimine fosse stato commesso da una gang locale.