Dalla lettera agli Ebrei: «Fratelli la Fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono, … ».
Quando domenica scorsa abbiamo letto a messa questa frase, l’ho sentita vera nella mia vita come una luce che passo passo ti guida all’incontro con Dio. Vengo da Lugo, sono figlia, moglie, madre e da più di un anno il Signore mi ha chiamato in maniera profondamente inaspettata ad essere presidente dell’Azione Cattolica di Imola per tre anni a Dio piacendo. Le parole di San Paolo riecheggiano nella mia testa e nella mia vita come una verità fondante. La fede nella mia vita mi ha portato a credere in un Dio che si fa carne nel volto e nella presenza delle persone che il Signore mi ha posto accanto. Essere figlia di un Dio che mi dice che non sei sola, è la verità più grande che ho sperimentato nell’Azione Cattolica sin da quando ero ragazzina. Questa vicinanza di tanti educatori, di tanti sacerdoti, di tante suore che non solo nella mia parrocchia, ma anche in altre parrocchie vicine, in altri paesi e in altre città, mi hanno testimoniato la paternità di un Dio grande e Salvatore, hanno arricchito la mia fede e, come dice san Paolo, sono prova di quelle cose che non si vedono, ma ci sono e si possono toccare, si possono abbracciare. Mi hanno fatto sperimentare che a vivere la vita della Chiesa e ad amare la Chiesa siamo in tanti e siamo tutti in cammino. La bellezza dell’essere figlia accolta e amata da un Dio papà e custode della salvezza è una grazia grande che supera le fatiche e le difficoltà. Questo nella mia vita l’ho sperimentato e questo non posso che testimoniarlo e donarlo ai ragazzi e agli educatori, ai giovani e agli adulti che sono in ricerca del bello nella propria vita.
Una costante ricerca
Chieffo lo esprime benissimo nel Canto del Melograno che abbiamo cantato. Tante sono le sollecitazioni di questo brano, ma una in particolare mi ha colpito ed è proprio questa costante ricerca. La ricerca che portiamo nel cuore per trovare il seme della potenza della vita è la ricerca del Divino che ogni persona ha innata nel proprio cuore. E questa ricerca desta, mette in vigile attesa di un tesoro che non è effimero, ma che speriamo, desideriamo. In questo Giubileo di Speranza ne abbiamo sentito tanto parlare, ma credo che non dovremmo smettere di parlarne perché è quella che ci mette in moto, non ci fa poltrire. Il vivere la Speranza come un dono, un regalo, un presente di Dio è un frutto che mi porto a casa da questo Giubileo. Mi chiedo però come poter vivere nella vita di tutti i giorni con lo sguardo rivolto verso Dio. È proprio solo quando sono provata nel mio intimo, nei miei affetti, nel mio dolore, che rivolgo una richiesta a Dio e mi rivolgo a Dio? Papa Leone ce lo ha ricordato molto bene durante la veglia del Giubileo dei giovani a Tor Vergata attraverso le parole di Sant’Agostino: «Agostino cercava la verità, la verità che non illude, la speranza che non delude, la bellezza che non passa. E come l’ha trovata? Come ha trovato un’amicizia sincera, un amore capace di dare speranza? Incontrando chi già lo stava cercando, incontrando Cristo. Come ha costruito il suo futuro? Seguendo Lui, suo amico da sempre. L’amicizia con Cristo, che sta alla base delle fede, non è solo un aiuto tra tanti altri per costruire il futuro: è la nostra stella polare.
Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis
Come scriveva il beato Pier Giorgio Frassati, «vivere senza fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere una lotta per la Verità non è vivere, ma vivacchiare». Penso quindi alle figure di Frassati e di Carlo Acutis. Due figure di giovani che saranno canonizzati a breve in un’unica giornata il 7 settembre. Perché insieme? In fondo sono due giovani di epoche diverse, cent’anni li dividono, due vite diverse!
Ma accomunate da quell’ardore, da quella brama di poter “confondersi” con l’Eucarestia. Questo li ha messi in moto, in uno stato frenetico, che li ha portati ad avere i sette doni dello Spirito Santo impressi nella loro vita, nei loro vivi sguardi e nelle opere che hanno compiuto in così poco tempo. Piergiorgio si è iscritto a così tante congregazioni, per pregare di notte, di giorno davanti a Gesù Eucaristia e quanto questo ha generato nell’Azione Cattolica, nei giovani di gioventù studentesca, nei giovani lavoratori, nei poveri, tra gli studenti della Fuci. Con il suo gioioso spirito e la sua profonda fede, ha saputo realizzare esperienze inimmaginabili per l’epoca. E Carlo con tutti i lavori che poteva realizzare online, ha pensato proprio di creare una mostra sui miracoli eucaristici di tutto il mondo! Pier Giorgio e Carlo ci danno la direzione: vivere sotto la luce dell’Eucarestia. Questo è il segreto per vivere una vita di Speranza con la ’S’ maiuscola, per ricercare una fede grande che non ti fa vivacchiare, ma che ti dà quell’ardore grande nel condividerla con gli altri. Oggi anche noi abbiamo fatto lo stesso, insieme. Da Gesù eucarestia ci siamo messi in cammino fianco a fianco, ma saremo in grado di partire da Cristo per vivere la vita quotidiana? Credo che la cosa importante non sia chiederselo, ma farlo! Piergiorgio e Carlo l’hanno fatto ed erano come noi, mi piace dire giovani come noi!
Giada Zanelli














