Zaini gonfi di speranza e gratitudine quelli di rientro dal Giubileo dei giovani. Nella giornata di venerdì 25 luglio si sono messi in cammino i 160 giovani provenienti dalla diocesi di Faenza-Modigliana, che, come pellegrini, hanno poi raggiunto la tanto sospirata Roma. Nella capitale si sono riuniti e incontrati con i loro coetanei provenienti da ogni parte del mondo. Durante l’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, tenutasi a Lisbona nel 2023, Bergoglio aveva dato appuntamento per il Giubileo 2025 ai tanti giovani fedeli presenti. A due anni di distanza le adesioni non sono mancate e Tor Vergata, al culmine della settimana giubilare, si è preparata ad accogliere più di un milione di giovani fedeli. Grandi la festa e la gioia. Attenta l’attesa di papa Leone XIV. Meditati e profondi i momenti di raccoglimento, preghiera e condivisione che hanno visto protagonisti i tanti ragazzi presenti.
I pellegrini

«Uno dei momenti che penso ricorderò per sempre è la rapidità con cui più di un milione di persone riescono improvvisamente a rimanere in silenzio davanti alle parole di una sola persona». Così ha affermato Samuele, 20 anni, rimasto impressionato dalla quiete calata all’arrivo del Papa sul piazzale gremito di persone. «L’ascolto attento e meticoloso di Tor Vergata – ha aggiunto – è una cosa che sicuramente porto nel cuore, insieme alle parole del Papa che continuano a farmi riflettere». Non manca di certo la gratitudine nei confronti dei compagni.
«Sono molto grato agli amici della parrocchia che, testimoni della precedente Gmg, mi hanno invitato a partecipare all’esperienza del Giubileo. È stata occasione per approfondire rapporti solidi d’amicizia e guardare in maniera nuova la vita comunitaria presso la mia parrocchia e la mia diocesi».
“Mi porto a casa il coraggio di fare, di non mollare, di trovare una soluzione”

Lo sguardo rinnovato di Samuele nei confronti del mondo, della Chiesa e della comunità parrocchiale è condiviso anche da Ilaria, 27 anni. Dalle giornate di giubileo non sapeva cosa aspettarsi, ha colto l’iniziativa a scatola chiusa e la soddisfazione è stata tanta.
«Vedere un milione di persone radunarsi a Roma per il mio stesso motivo è stato molto emozionante – ha detto Ilaria –. Faccio parte di una piccola comunità parrocchiale a cui voglio portare i messaggi lanciati da papa Leone e dal Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa. Mi porto a casa il coraggio di fare, di non mollare, di trovare una soluzione, di mettermi in gioco. Mi porto a casa la speranza, il desiderio di trovare quella piccola luce nel buio». A contribuire alla gioia di Ilaria, non solo le testimonianze ascoltate, ma anche il passaggio sotto la Porta Santa. «Passare sotto la Porta Santa di Santa Maria Maggiore – ha aggiunto – e toccare con mano quel passaggio tanto atteso, per me è stato commovente». Per Alessandro, 17 anni, è la seconda esperienza internazionale. Dopo l’entusiasmo di ritorno dalla Gmg del 2023, la voglia di rimettersi in gioco e rivivere qualcosa di analogo è tanta. Nonostante la giovane età, la sua sensibilità gli ha permesso di cogliere il massimo senso del Giubileo dei Giovani: «Quello che mi portò a casa dal Giubileo è una riflessione profonda sul tema della speranza – ha sottolineato. – È bello vedere giovani che ancora oggi credono, pregano e si interrogano, avendo il coraggio di mettersi in cammino. Questo mi ha fatto capire come la speranza non sia un concetto astratto, ma molto concreto». Alessandro ha concluso descrivendo i suoi obiettivi: «Ora il desiderio è più forte. Non voglio vivere più la fede in maniera personale, ma collettiva, pensando a tutta la comunità che ho potuto incontrare a Roma». Come Alessandro anche Michela, 22 anni, ha custodito un prezioso ricordo della Gmg di Lisbona e immediatamente ha deciso di partecipare anche al Giubileo. «Solo uscendo dalla propria comfort zone e partecipando a esperienze di fede in maniera comunitaria e internazionale è possibile provare sentimenti tanto forti di gioia, gratitudine e speranza – ha affermato, raccontandoci poi del momento di veglia con papa Leone –. Le parole del Papa, risuonanti in un contesto di fratellanza e condivisione, mi hanno toccato nel profondo – ha aggiunto –. Essere lì, a pregare con un milione di persone con storie e vite diverse, dimostra quanto tutti siamo parte di una stessa umanità bisognosa; dimostra quanto tutti abbiamo necessità di sperare e credere in Lui». Michela non ha nascosto la fatica che ha contornato il momento più importante del giubileo, ma le forti emozioni provate hanno messo in secondo piano il caldo e la scomodità. «Nonostante la polvere e la fatica, si è respirata un’aria di pace e di gioia vera spesso soffocate dalla frenesia quotidiana. Per me la speranza è stata proprio il culmine di questa esperienza unica e profonda».
I volontari

Non solo pellegrini, ma anche volontari sono partiti dalla nostra diocesi in vista di questo raro evento, tra cui Matteo, 27 anni. «Quando venne annunciato il Giubileo dei giovani, sentii subito che non era mia intenzione viverlo come avevo vissuto la Gmg di Lisbona – ha raccontato descrivendo i suoi progetti – . Arrivando persone da tutto il mondo a Roma, a casa mia, bisognava contribuire alla loro accoglienza, esattamente come, a loro volta, i portoghesi avevano fatto per me». Matteo, entrato a conoscenza del meeting internazionale dei frati conventuali di Assisi, si è quindi candidato come volontario. L’esperienza gli ha permesso di toccare nuovamente con mano il senso di servizio in Cristo. «Vivere nel Signore significa per me dimenticarsi delle proprie preoccupazioni e di sé per il bene degli altri, custodendo al contempo la propria unicità». Di impatto per Matteo l’incontro col pontefice. «Tanto emozionante ritrovarsi a Tor Vergata in mezzo a tanti giovani che trovano risposta in Gesù e, ancora di più, la presenza di papa Leone – ha aggiunto –. Papa Leone si è mostrato come una persona che ama stare in mezzo alla gente e soprattutto come una persona che conosce quali sono le domande vere che si agitano nel profondo del cuore dei ragazzi».
Lisa Berardi














