Un evento straordinario, caratterizzato da un’atmosfera di profonda spiritualità e gioia, che ha riunito centinaia di migliaia di ragazzi da tutto il mondo per celebrare la fede, la speranza e la fratellanza. Questo è stato il Giubileo dei Giovani che si è appena concluso, a Roma.
L’impatto di questi giorni nella Città Eterna è stato palpabile fin dal primo momento. I nostri giovani, guidati con passione dai loro sacerdoti, hanno vissuto un percorso intenso, partecipando a catechesi, momenti di preghiera, esperienze e, soprattutto, all’incontro emozionante con Papa Leone XIV.

Le parole del Santo Padre, che ha invitato noi giovani a essere “artigiani di pace in un mondo dilaniato dalla guerra”, hanno risuonato come un appello potente e profetico, toccando i cuori di tutti i presenti.
Il culmine del Giubileo è stato senza dubbio la solenne Messa di chiusura a Tor Vergata, un momento di comunione universale dove la fede si è manifestata in tutta la sua forza e bellezza. I ragazzi della nostra Diocesi hanno condiviso gioie e riflessioni, stringendo nuove amicizie e rafforzando i legami con i coetanei provenienti da ogni angolo del mondo.


In mezzo al milione di persone presenti l’entusiasmo è stato contagioso, facendoci essere testimoni viventi di una Chiesa giovane, dinamica e piena di vitalità.
Questa esperienza non è stata solo un evento, ma un vero e proprio pellegrinaggio interiore. I 160 giovani tornano infatti a casa arricchiti, con il cuore ricolmo di speranza e con la consapevolezza di far parte di qualcosa di più grande.
Ora, la sfida più bella è portare questa energia e questo spirito nelle nostre comunità, trasformando l’entusiasmo di Roma in un impegno concreto e quotidiano. La partecipazione al Giubileo dei Giovani 2025 non è un punto di arrivo, ma un nuovo, entusiasmante punto di partenza per costruire un futuro di speranza e carità, sia nelle nostre parrocchie sia nel mondo.
Mattia Brienza














