Possiamo giocare un po’ con le parole e dirvi subito che il progetto Ondine sta prendendo l’onda in fatto di innovazione varietale, visione commerciale e strategia di marca. E veleggia grazie all’aumento degli ettari, crescono i coltivatori in grado di rispondere alle esigenze di questo progetto, e crescono le realtà produttive disposte ad associarsi per affrontare il mercato dove i consumatori non esitano a esprimere il loro gradimento. Nel corso di un Ondine day, la scorsa settimana, il ristretto gruppo di operatori italiani autorizzati (Mazzoni, Agrintesa-Alegra, Naturitalia e Greenyard Fresh Italy) sono state illustrate condizioni e potenzialità di un prodotto che dispone di un’ampia gamma di varietà (ben 11) in grado di adattarsi a diversi areali produttivi e di ampliare il calendario di raccolta da luglio fino a settembre.

L’esperienza dell’azienda agricola Fornace di Musconi Davide, a Solarolo

Nell’azienda agricola Fornace di Musconi Davide, a Solarolo, è stato possibile vedere due varietà in produzione. Una ormai a fine raccolta, una seconda di raccolta a breve, con introduzione lavori da parte del direttore di Agrintesa Cristian Moretti e di Claudia Iannarella, responsabile marketing del Gruppo Alegra. Mentre sulle coltivazioni è intervenuto Roberto Colombo, tecnico Agrintesa specializzato in ricerca e sviluppo. Poi, allo stabilimento Agrintesa di Bagnacavallo, dopo il benvenuto del presidente Aristide Castellari è stato possibile vedere alcune fasi di lavorazione del prodotto. Joaquin Berges, marketing manager della spagnola Frutaria Innovation (grupo Samca) che sta coordinando il progetto a livello internazionale, ha illustrato la strategia produttiva e commerciale che raggruppa ben sei gruppi spagnoli, i quattro italiani citati sopra, tre gruppi francesi e uno greco. Tutti ben impressionati e convinti dal possibile sviluppo e dall’innovazione varietale. «L’idea di creare una nettarina piatta nasce da un’esigenza di praticità – ha spiegato Berges -. Ondine, grazie al suo piccolo formato, alla buccia sottile e polpa soda, è più comoda da mangiare rispetto alla nettarina tradizionale, rappresentando un comodo snack on the go». Con i benefici che vengono diffusi lungo tutta la filiera, a partire dai coltivatori. Come prova, Cristian Moretti ha detto che le migliori ondine 2024 sono state remunerate fino a 2 euro al chilogrammo. Quest’anno si vedrà, per il momento si prende atto che la stagione sta procedendo bene e quantità e qualità del prodotto stanno rispettando le attese di agricoltori e tecnici. Il grande interesse che Ondine sta riscontrando, oggi sta già coinvolgendo i cinque continenti, e presto ci saranno altri paesi in aggiunta ai quattro Paesi produttori in Europa, che nel 2025 è previsto raggiungano le 8.500 tonnellate di prodotto commercializzato, di cui 2.200 in Italia, con previsionale di crescita del 75 per cento per il 2026. E la diffusione nell’altro emisfero, a partire da Australia e sud America, proietta alla possibilità di ulteriore allargamento del tempo di produzione e di consumo di Ondine. Ma la grande collaborazione fra produttori a livello internazionale lascia anche immaginare un mondo attento a soluzioni innovative, gustose e buone per tutti, con espressione pratica di possibili nuovi livelli di fraternità. «Ondine rappresenta la volontà del gruppo di generare valore per i soci, con proposte premium capaci di garantire soddisfazione e redditività. Sul fronte commerciale, è una sfida entusiasmante tanto quanto energivora – afferma Enrico Bucchi, direttore commerciale di Alegra -. La campagna commerciale 2025, partita sotto i migliori auspici, ci sta dando ragione».

Giulio Donati