È sindaca di Solarolo da giugno 2024, quando aveva stravinto le elezioni sbaragliando gli avversari con oltre il 64% delle preferenze. Maria Diletta Beltrani, 46 anni, avvocato, lavora come libera professionista e vive in paese con la famiglia. Sposata, due figlie Caterina e Domitilla rispettivamente di 13 e 11 anni, è in consiglio comunale dal 2019. Noi l’abbiamo incontrata.

Intervista a Maria Diletta Beltrani, sindaca di Solarolo

Sindaca Beltrani, un successo netto un anno fa. Da quel giorno com’è andata?

Molto bene. Il risultato elettorale è stato una grande soddisfazione. Forse anche la conferma di un metodo e di un approccio al ruolo che ho scelto di adottare: tanto lavoro e poca polemica. Sto lavorando molto, fin dal primo giorno in cui sono entrata in Municipio, per ripagare la grande fiducia che ci è stata data dai solarolesi.

Quali criticità ha incontrato?

È la mia prima esperienza amministrativa, sono dovuta entrare nelle dinamiche che regolano Comune e Unione, conoscere dirigenti e dipendenti, creare rapporti con le realtà del territorio. È un percorso in continuo divenire. La pazienza non è proprio una delle mie virtù, ma in questo ambito occorre fare ogni giorno i conti con procedure e dinamiche, indispensabili per la buona riuscita della macchina amministrativa. Il risultato poi non è immediato.

Quali invece i successi?

Il rapporto con le persone, che per me è la soddisfazione più grande. Potermi confrontare con i miei concittadini sulle opportunità e i problemi della nostra Solarolo è un privilegio di cui mi piace godere ogni giorno. Le mie figlie non mi vogliono più accompagnare in giro per il paese. Mi dicono «Mamma, ti fermi a parlare con tutti, ci mettiamo un’ora a fare due passi».

E poi i risultati concreti.

Inaugurare un giardino o la scuola ristrutturata non è tagliare un nastro, ma restituire al paese un luogo di aggregazione e vita comune. Riaprire il campo da tennis dopo anni, rendere liberamente utilizzabili anche la sera il campo da basket o la pista di pattinaggio sono piccole soddisfazioni che diventano grandi quando vedi bambini ed adulti fare sport e divertirsi insieme.
Giovane, motivata, preparata: nonostante questo è complicato nel 2025 per una donna conciliare impegno politico e vita privata?
Mi ritengo fortunata perché ho sempre goduto dell’appoggio della famiglia nella gestione delle mie figlie, anche prima di questa esperienza. Ho contato anche su questo aiuto nell’intraprendere questo percorso. Non è però sempre facile essere mamma, moglie e lavoratrice, e questo vale anche per l’incarico di sindaco.

Cosa pensa delle quote rosa?

Non servirebbero se ci fossero servizi che consentissero davvero di conciliare vita e lavoro. Se penso alle donne che non hanno la mia stessa fortuna, sento ancora di più la responsabilità di lavorare per creare a Solarolo una comunità che dia a tutte la possibilità di poter scegliere di essere madri, senza sacrificare il resto della loro vita.

Per esempio?

Quest’anno abbiamo lavorato per fare tornare a Solarolo il Cre per la scuola elementare, che mancava da anni, e che sarà operativo fino a fine agosto.

Eppure abbattere i luoghi comune non deve essere semplice.

Devo ammettere con rammarico che in alcune occasioni ho percepito il mondo della politica come un po’ maschilista. Non mi riferisco a episodi concreti che per fortuna non ci sono mai stati, ma a quella sensazione che noi donne conosciamo bene, quando ci troviamo in ambienti dove i ruoli di potere sono ancora prettamente ricoperti da uomini. Anche su questo sta a noi amministratrici lavorare sodo. Sono la prima sindaca donna eletta a Solarolo. Confido che ce ne saranno ancore molte altre in futuro.

Tra le belle notizie, la recente inaugurazione della piscina comunale: un simbolo di rinascita dopo l’alluvione?

Assolutamente. Proseguiamo con determinazione e costanza nella ricostruzione di quanto distrutto a maggio 2023. Solarolo è stata pesantemente colpita dall’alluvione, tutti gli edifici pubblici sono stati danneggiati. La campagna di ricostruzione prevede opere che un paese come Solarolo normalmente affronterebbe in almeno 10 anni, questo considerando che anche la manutenzione e la attività ordinarie devono necessariamente proseguire. Vogliamo farcela il prima possibile, riavere Solarolo com’era, anzi meglio.


Barbara Fichera