Faenza è terra di poeti: lo sa bene chi si occupa di letteratura romagnola. Perciò non meraviglia l’affermarsi di un nuovo talento poetico come Giancarlo Maresca. Arrivato alla sua quarta pubblicazione, con Troppo vento dal mare (ed. Il Ponte vecchio), mostra un ulteriore salto di qualità nel maneggiare con perizia un’arma fragile e tagliente come la poesia. L’intima visione del poeta e il suo sguardo sul quotidiano acquisiscono in questa nuova silloge una tavolozza emotiva più elegante e raffinata che denota una ricerca – quasi ossessiva – di equilibrio e di una risposta qualitativamente amorevole che la nostra sgarbata e traballante società insiste a negargli.
Un’altra poetessa faentina è Sara Spignoli alla sua seconda pubblicazione – Per sentieri conosciuti (2004) – per dimostrare, qualora ce ne fosse bisogno, quanto questa arte sia parte integrante della storia letteraria di Faenza. In Binari paralleli (ed. Il Ponte vecchio) delega alla poesia l’insopprimibile bisogno di fissare nella parola i drammi, le speranze e i sogni della sua vita, mossa ora da una più complessa visione del mondo, inevitabilmente sollecitata da nuove e decisive scelte esistenziali.
Siamo avvezzi a pensare che un certo genere letterario fiorisca più facilmente lontano da noi, nei paesi di lingua anglosassone o nei paesi nordici. Basti ricordare la saga di Twilight ma Simona Gorivi, faentina, ci ha invece dimostrato che il romance fantasy può trovare una penna di valore anche nel nostro territorio. Simona Gorivi ne L’occhio del leone (Il Ponte vecchio) racconta di un esperimento genetico malriuscito rinchiuso fra montagne a picco sul mare in una città che i governi del pianeta intero hanno deciso di isolare. Questa la nascita di Thunder Bay, la città dei mannari. Ma vi sono forze che nulla e nessuno potrà mai rinchiudere e l’Amore è una di queste. Fra mannari e umani potrà mai esservi pace? Ma forse la soluzione dell’annoso dilemma potrebbe essere nascosta altrove. Le caratteristiche che devono possedere i libri per giovani fino ai quattordici anni sono l’epicità, il ritmo della narrazione, un protagonista con cui ci si possa identificare e un finale privo di cinismo. Fuga per un compleanno (il Ponte vecchio) di Monya Angeli rispetta questi cardini narrativi: l’emancipazione dal mondo degli adulti, la vittoria sulle paure mai ammesse, la lotta e la capacità di trovare un punto di accordo in vista di un traguardo più grande, il tutto in una narrazione fresca e inzuppata nei ricordi di una infanzia felice, a cui si unisce la fatica del crescere e la preparazione al grande rito di iniziazione che è l’adolescenza.
Michela Soglia, faentina, ha alle spalle altri lavori in ambito Shoah ma con questo suo primo romanzo, Blu Berlino (Argento Vivo Edizioni), dimostra ancora una volta come non siano mai abbastanza le pagine dedicate alla memoria perché l’orrore che la guerra sa scatenare non sia mai dimenticato. Bordeaux, 1992: Rebecca ha 17 anni e, quando torna a scuola, dopo le vacanze, la lezione della sua insegnante di storia le fa tornare in mente uno strano dialogo avuto con sua nonna. È nel corso di questa lezione che Rebecca prende coscienza della Shoah.
Un libro imperdibile per chi ama la poesia e le favole letterarie che a volte l’accompagnano è quello di Patrizia Bianchetti, Dietro la leggenda l’uomo (Sbc edizioni), dedicato alla vita di lord Byron in Romagna. Qui iniziò un’intensa relazione sentimentale con la nobildonna Teresa Gamba Guiccioli da cui scaturì anche un rinnovato impegno politico dell’inglese, che aderì alla causa dei patrioti italiani diventando carbonaro.
Una storia di crimini, amore e amicizia, ma anche uno spaccato della storia italiana. È quella che tratteggia Ada Sangiorgi, faentina di nascita e oggi residente a Bagnacavallo, in Stai dalla parte del mondo (Bibi book). Il vice questore di Bologna, Gianni Vissi, è a capo delle indagini su una serie di delitti che lo coinvolgono in prima persona: una delle vittime è un suo caro amico, Alfredo Muti. Altri assassinii, collegati all’omicidio Muti e solo apparentemente motivati dai retaggi degli Anni di Piombo, s’intrecciano a un filone parallelo di indagine, relativo a festini fra droga, alcool e traffiking di ragazze.
a cura di Rosarita Berardi














