C’è chi il Niballo lo vive ogni anno da spettatore, chi tifa con forza per il proprio rione, e chi, come Susanna Banfi, ha deciso di farne il cuore di una tesi di laurea scritta in tedesco. Susanna è una giovane faentina, cresciuta tra i banchi dell’istituto Oriani e le bandiere che colorano la città ogni giugno. Fin da piccola ha sempre avuto una grande passione: le lingue straniere. «Già alle medie andavo in Inghilterra per i viaggi studio, poi alle superiori in Germania. Era chiaro che avrei proseguito lì» racconta. Così, dopo il diploma, parte per Vienna dove si iscrive a Scienze della Comunicazione. In due anni e mezzo completa il percorso di laurea, ritagliandosi anche sei mesi in Inghilterra per perfezionare il suo inglese. Tornata a Vienna, sceglie la magistrale in Antropologia e Comunicazione, che arricchisce con un Erasmus in Turchia. Ma la tesi finale riporta il suo sguardo verso casa. «La tesi l’ho fortemente voluta sul Palio del Niballo, con un relatore adatto: il professor Testa» spiega. E non si è limitata a fare ricerche su libri: ha utilizzato il metodo dell’osservazione partecipante, immergendosi nella manifestazione come se ne facesse parte. Ha partecipato alle cene, alle sfilate, alle gare delle bandiere, parlato con volontari, organizzatori e rionali. Ha raccolto interviste, storie e impressioni. Tutto per offrire uno sguardo completo, dall’interno. «Durante la tesi ho vissuto il Palio da borghigiana, per essere imparziale. Anche se da adolescente tifavo per il Rosso, non sono mai stata una rionale sfegatata. Mi mettevo il fazzoletto, ma poco di più. A Vienna guardavo le dirette del Palio» racconta. Il risultato? Una tesi scritta interamente in tedesco, pensata anche per valorizzare Faenza all’estero. «In tedesco non c’era praticamente nulla sul Palio. Così ho voluto creare un testo utile anche al Comune, per promuovere la città. I tedeschi sono molto interessati a questo tipo di tradizioni» spiega. Alcune copie sono oggi conservate proprio in Comune, altre nella ditta di Castel Bolognese dove Susanna lavora, che le invia spesso ai clienti tedeschi insieme ai campioni di piastrelle. Oggi Susanna lavora nel settore commerciale, ma non ha mai smesso di coltivare le sue passioni: ha appena completato un corso da accompagnatore turistico – una figura che guida turisti italiani o stranieri alla scoperta del territorio –. A colpire Susanna, nel suo lavoro sul Palio, è stata soprattutto la passione che anima i volontari. «È impressionante. Gente che si infila abiti di lana in pieno giugno, sotto il sole, con uno sguardo fiero. Tutti, dai musici agli sbandieratori, fanno un lavoro incredibile. C’è da ammirarli». Una tesi, quella di Susanna, che racconta Faenza con occhi nuovi, e che oggi viaggia in Europa, proprio come lei.
Jacopo Cavina














