La sfida dell’esame di maturità comincia ben prima delle prove. Ne sa qualcosa Nicola Bruschi, maturando dell’indirizzo Scienze applicate.

Nicola, come arrivi all’esame di maturità?

Sono sereno. Fino a un mese fa non ero nemmeno sicuro di essere ammesso. Mi sono ripreso, mi sono impegnato e alla fine ce l’ho fatta.

Confermeresti la scelta dello scientifico?

Sì, l’informatica, in un mondo sempre più tecnologico è più utile. Credo che questa scuola prepari molto bene.

Hai avuto dubbi lungo il percorso?

Sì, soprattutto per matematica, che è il mio tallone d’Achille. Ho avuto il debito quasi ogni anno, tranne in seconda. Nonostante le difficoltà, sono rimasto, anche grazie al legame con i miei compagni. A un certo punto avevo pensato di cambiare scuola, ma ho voluto dimostrare a me stesso e ai miei genitori che potevo farcela.

Dopo la maturità, cosa farai?

Mi sento preparato in vari ambiti, anche in quello umanistico e storia è sempre stata una mia passione. Sono indeciso tra economia e scienze motorie.

Quindi pratichi sport.

Fino all’anno scorso ho praticato sport agonistico. Sei giorni su sette ero in allenamento dalle 14.30 alle 16.45, più palestra tre volte a settimana. Conciliarlo con lo studio è stata una sfida.
Sono felice che oggi ci sia lo scientifico sportivo, un’opportunità per chi vive come me il doppio impegno.
Serve grande organizzazione, ma ti insegna tanto, anche a livello personale.

Lo consiglieresti?

Sì, ma con consapevolezza. È un percorso impegnativo. Tornare a casa stanchi dopo ore di allenamento e mettersi a studiare non è facile. Ma ti forma e impari a gestire il tempo. Poi ho sempre avuto il supporto dei miei genitori.
Covid e alluvione hanno segnato la vostra generazione
Avevo appena finito la terza media. L’esame l’abbiamo fatto in Dad, un’esperienza pesante.

E l’alluvione?

Tutta la mia famiglia è stata colpita. Ho girato cinque o sei case per aiutare a pulire. Non mi sono pianto addosso, mi sono solo rimboccato le maniche.

Parliamo del Capolavoro.

Sono stato rappresentante d’istituto. Ho voluto raccontare questa esperienza, perché è stato un anno molto difficile: molte ore perse per i laboratori, un clima complicato. Ma sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto

Temi la seconda prova?

Sì, perché può capitare di tutto. Quest’anno c’era il rischio di avere matematica e fisica insieme, ma per fortuna ci è capitata solo matematica.

Usi Chatgpt?

Sì, soprattutto per studiare italiano, ma anche per copiare (ride). Quando mi mancano gli appunti o devo prepararmi a un’interrogazione, lo consulto per capire la trama dei testi o i concetti principali. È uno strumento molto utile, ma va usato con intelligenza. Può essere un aiuto, ma non va lasciato senza regole.

E l’estate?

Sperando che vada tutto bene, partirò per Corfù con sei miei compagni di classe per dieci giorni. Poi qualche giorno via anche con la mia ragazza. Lavorerò anche e deciderò definitivamente cosa fare all’università.

Barbara Fichera