Sono iniziate le riprese del film La filanda, secondo lungometraggio del regista fiorentino Costantino Maiani. Una storia intrecciata con la memoria del lavoro femminile nelle filande del primo Novecento. Un progetto che unisce cinema, territorio e storia, con un forte legame affettivo tra l’autore e la comunità locale.

Un film che nasce dal cuore

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Il regista fiorentino Costantino Maiani

«La filanda è un film che nasce dal cuore – racconta Costantino Maiani, autore di soggetto, sceneggiatura e regia – perché ha origine dai miei ricordi d’infanzia. Sono fiorentino, ma mia nonna materna era di Modigliana, e qui ho passato tutte le estati tra i primi anni Settanta e Ottanta. Questo paese è una parte viva della mia storia personale». Il film, ambientato ai giorni nostri, prende spunto da un documento familiare ritrovato dalla protagonista, Giorgia, nella casa della nonna appena scomparsa. Si tratta di memorie scritte a mano, risalenti agli anni Ottanta, in cui la bisnonna racconta – attraverso le parole della figlia – la sua infanzia da sotèra, bambina operaia in una delle filande modiglianesi. Quel memoriale porterà Giorgia a riconsiderare le proprie radici e a riscoprire il significato del lavoro e dell’identità familiare. Al centro del racconto, il lavoro nelle filande all’inizio del Novecento, con particolare attenzione alla condizione delle bambine operaie. «Le sotère erano le più piccole – spiega Maiani – il primo gradino della gerarchia, costrette a immergere i bozzoli nell’acqua bollente, cercando il filo con uno scopino di saggina. Avevano sempre le mani nell’acqua calda, la pelle si bruciava, e l’umidità portava malattie gravi. È una pagina poco raccontata, ma fondamentale per la storia del lavoro femminile in Italia».

La storia della Filanda Matteucci

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Il film rievoca la vita nella Filanda Matteucci, attiva tra il 1907 e il 1913, ultima a chiudere a Modigliana nel 1948. La narrazione, pur sviluppandosi nel presente, si intreccia con testimonianze storiche, dando voce a una memoria collettiva che ha plasmato generazioni. Le riprese, che continueranno fino a giovedì 26 giugno, si svolgono interamente a Modigliana, in varie location del centro e lungo i Sentieri Agrourbani, patrimonio paesaggistico curato dal Comune. «Volevo che il territorio fosse parte integrante della storia – sottolinea Maiani – non solo come sfondo, ma come elemento narrativo. Modigliana ha una bellezza aspra e autentica, che riflette perfettamente il tono del film».

Anche il paesaggio collinare protagonista della pellicola

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Ampio spazio verrà dato alla rete di sentieri collinari, con l’intento di promuovere una visione di turismo sostenibile e attento alla biodiversità. Un modo per restituire immagine e valore alla Romagna, segnata dai recenti disastri ambientali: le alluvioni del maggio 2023 e settembre 2024, e il terremoto del settembre 2023.

Attori e tecnici modiglianesi

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Asia Galeotti, la protagonista

Tra gli attori e i tecnici coinvolti figurano numerosi professionisti locali. La protagonista, Asia Galeotti è originaria di Modigliana, così come Barbara Giannotti, l’operatore alla camera Nicolas Galeotti e la costumista Cristina Quadalti. «Il mio obiettivo era quello di costruire un film con le persone di questo territorio – spiega Maiani – anche se non è stato possibile trovare tutto qui, la squadra è in gran parte romagnola, e ogni ruolo ha una valenza territoriale fortissima».

La produzione è affidata all’Associazione Culturale Il Giardino degli Elicrisi, con il patrocinio dei Comuni di Modigliana e Forlì. Parte della colonna sonora sarà affidata al Coro Città di Forlì, che interpreterà tre cante romagnole, composte appositamente per il film. Un ulteriore omaggio alla cultura popolare del territorio, pensato per rafforzare il legame tra racconto e identità locale. Una volta terminato, il film sarà distribuito nelle sale cinematografiche e nei circuiti televisivi, con proiezioni speciali in Emilia-Romagna e Toscana, ma anche in scuole, biblioteche e circoli culturali. È prevista l’iscrizione a festival italiani e internazionali, con l’obiettivo di far conoscere questa storia oltre i confini regionali. Per finanziare la produzione, è attiva una campagna di raccolta fondi disponibile al link: https://www.gofundme.com/f/la-filanda-film-lungometraggio
I fondi serviranno per coprire i costi di lavorazione: compensi per attori e troupe, allestimenti, logistica. «È un progetto indipendente, che nasce dal basso e si realizza grazie alla comunità. «Anche una piccola donazione può fare la differenza – conclude Maiani – e soprattutto può contribuire alla rinascita di un territorio che ha sofferto, ma ha tanto da raccontare».