“I giovani, la mia speranza”, un messaggio del giudice Paolo Borsellino, è una delle sette tracce fornite questa mattina ai maturandi per la prima prova scritta, quella di Italiano, dell’esame di Stato.

Secondo quanto riporta il sito www.ansa.it, anche un riassunto e riflessioni sulla parola “Rispetto” tratta da un testo di Riccardo Maccioni è tra le tracce, così come una poesia di Pier Paolo Pasolini. Tra le opzioni, pure gli anni Trenta e il New Deal, in un testo tratto da Piers Brendon e i social e l’indignazione da un brano di Anna Meldolesi e Chiara Lalli. C’è poi un brano dal titolo “Un quarto d’era (geologica) di celebrità” del filosofo e saggista Telmo Pievani sull‘impatto ambientale della nostra civiltà e sulla cementificazione del territorio.

L’educatore Affinati: “Scelta, memoria e responsabilità”

Hanno preso il via alle 8,30 di oggi gli esami di maturità per 524.415 studenti (511.349 candidati interni e 13.066 esterni). La prima prova scritta di Italiano è comune a tutti gli indirizzi di studio. Scelta, memoria, responsabilità. Sono le tre parole “per prepararsi al viaggio della vita” che, in un’intervista al Sir, Eraldo Affinati, scrittore romano e appassionato educatore, fondatore con la moglie Anna Luce Lenzi nel 2008 della scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli immigrati, “consegna” ai ragazzi che iniziano oggi gli esami di maturità.

La prima, spiega, è scelta: “Non si può restare sempre aperti a tutte le possibili opzioni. Arriva un punto in cui diventa necessario saper rinunciare a qualcosa anche di prezioso che potremmo fare, in nome di qualcos’altro in cui crediamo di più”. Quindi memoria. “Soltanto se capisci da dove vieni, puoi comprendere in quale direzione andare. Da ragazzi è difficile rendersi conto che spesso la stazione da cui partiamo risulta anteriore alla nostra nascita, quasi sempre riguarda i genitori: se ad esempio questi non hanno fatto bene i compiti (esistenziali), saranno i figli a doverli affrontare”. La terza parola è responsabilità, “da non intendersi in senso solo giuridico. Essere responsabili dei contesti nei quali operiamo resta fondamentale, non basta eseguire il mansionario per sentirsi a posto con la coscienza. Mettere insieme queste tre parole – conclude Affinati – vuol dire prepararsi al viaggio della vita”.

*** NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO ****