«Essere lì è stato come toccare il cielo con un dito». Così Debora Donati, presidente dell’associazione faentina “Insieme a te”, sintetizza il suo intervento alla Conferenza mondiale sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite. Invitata dal Ministero per le Disabilità guidato da Alessandra Locatelli, Donati ha portato a New York l’esperienza della Spiaggia dei Valori, un progetto di inclusione più unico che raro nato a Punta Marina. «È stata un’esperienza straordinaria, sia per il valore simbolico che per le tante realtà incontrate», spiega. «Il ministro Locatelli ha organizzato un momento importante di confronto, coinvolgendo numerose associazioni italiane. È stato bello sentirsi parte di una rete più ampia, vedere che il nostro lavoro trova riscontro anche a livello internazionale». L’intervento all’Onu è solo uno dei numerosi riconoscimenti che ha ricevuto, ma in definitiva cos’è la Spiaggia dei Valori? «Anche se molti la raccontano così, in realtà non è “la spiaggia dei disabili”», tiene a precisare Donati. «È una spiaggia davvero per tutti. E l’essere arrivati fino all’Onu lo dimostra: non è solo un progetto di assistenza, è un modello culturale».
La Spiaggia dei Valori: dal 21 giugno stagione al via

L’idea è nata otto anni fa da un’esperienza personale. «Mio marito Dario aveva la sla. Insieme in un viaggio in Puglia abbiamo scoperto una spiaggia accessibile anche per chi ha gravi disabilità. Tornata mi sono detta: dobbiamo farlo anche qui». Oggi, lo stabilimento è considerato tra i più accessibili d’Italia, in grado di ospitare, gratuitamente, fino a 24 persone con disabilità, anche gravi, con i loro accompagnatori. Ma i servizi, a pagamento, sono aperti a tutti. La Spiaggia dei Valori aprirà anche quest’anno dal 21 giugno al 6 settembre. «L’inaugurazione ufficiale è il 9 luglio alle 20. Come sempre sarà una festa per tutti». La missione di Debora è sostenuta da una fitta rete di volontari. «Ogni giorno sono circa 25, a cui si aggiunge personale professionale. Ci sono quattro oss, un logopedista, un pedagogista, uno psicologo, due segretarie e un coordinatore di spiaggia. Il 90% delle attività però è portato avanti dai volontari: senza di loro, nulla sarebbe possibile». La cosa che più emoziona Donati sono i giovani che ogni anno partecipano ai campi lavoro, 2.200 dall’inizio dell’avventura. «Ne arrivano da tutta Italia, attraverso scuole, università, parrocchie, hanno tra i 16 e i 25 anni. Alcuni fanno una settimana, altri vengono per una giornata dopo aver partecipato ai nostri concorsi nelle scuole. Nel 2024 abbiamo avuto 400 giovani in tre mesi. Vederli all’opera, accanto a persone con gravi disabilità, senza paura, senza disagio, è la cosa che mi commuove di più. È lì che vedi il cambiamento culturale». Un cambiamento che deve partire dalle scuole, secondo Donati. «I bambini che hanno modo di crescere insieme ai compagni con disabilità, imparano presto che la diversità non è un ostacolo. È così che si costruisce una società più inclusiva». E sul futuro? «Le difficoltà non mancano. Tenere in piedi una struttura così non è scontato. Ma le soddisfazioni sono più grandi: ogni sorriso, ogni storia condivisa. È lì che troviamo il senso di tutto questo».
Filomena Armentano














