Una telefonata da un numero sconosciuto, una mail finita per errore nello spam, un certo imbarazzo iniziale per una notizia che non sembrava vera. È cominciato così, quasi come uno scherzo, l’annuncio dell’onorificenza che il Presidente Mattarella ha conferito a Monia Rava: Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. Ma dietro il tono scanzonato con cui racconta l’episodio, si cela una storia lunga 25 anni fatta di impegno silenzioso, passione e amore per il territorio.

Le Gev non sono solo “quelle che raccolgono i rifiuti”, c’è un amore per la natura a 360 gradi

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Monia è presidente delle Gev (Guardie ecologiche volontarie) di Faenza dal 1999. Da allora non ha mai smesso di promuovere, coordinare e vivere in prima linea le attività di tutela ambientale. «Mi sono avvicinata alle Gev attratta dal contatto diretto con la natura, più che dalla raccolta dei rifiuti – racconta – mi affascinava l’idea di studiare i fossi inquinati, di fare censimenti di rapaci o rospi, di conoscere da vicino il territorio». Le Guardie ecologiche volontarie non sono solo “quelle che raccolgono i rifiuti”, come spesso si pensa. Dietro le loro giacche verdi si cela un lavoro articolato: educazione ambientale, monitoraggio della flora e della fauna, collaborazione con le scuole e le istituzioni, vigilanza nei parchi naturali e molto altro. A Faenza, le Gev contano 35 volontari ufficiali, ma un centinaio di persone ruotano attorno all’associazione, tra amici, simpatizzanti e collaboratori occasionali.

La forza del gruppo

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Negli anni, sotto la guida di Monia, il gruppo ha saputo mantenere vivo un entusiasmo contagioso. «Quello che mi ha fatto restare è stata la possibilità di fare piccoli gesti significativi, sempre con curiosità. Anche se non salviamo vite, ogni nostro intervento è un seme per un mondo più pulito e rispettoso», dice con umiltà. Difficile scegliere un momento di cui andare più fieri, ma se deve indicarne uno, Monia non ha dubbi: «Aver costruito un gruppo affiatato. Ci capiamo al volo, collaboriamo in sinergia con altri soggetti come parchi e musei. Recentemente, durante una raccolta alla vena del gesso, abbiamo trovato nel bosco una sorta di antica cassapanca, utilizzata per lo sgozzamento degli animali, che poteva essere destinata al museo contadino di Brisighella: in pochi minuti eravamo tutti lì, decisi a recuperarla».

La quotidianità del gruppo è fatta di raccolte rifiuti, progetti con le scuole, incontri con i cittadini, attività formative. Il corso Gev, che si svolge ogni due anni, è un impegno serio: lezioni due sere a settimana per alcuni mesi con approfondimenti che vanno dalla flora alla fauna, dal primo soccorso agli animali alle norme di vigilanza ambientale. «È un corso lungo, ma vogliamo formare persone consapevoli e appassionate – spiega Monia – quest’anno sono in sette che si stanno preparando all’esame di ottobre».

“Oggi c’è più sporcizia di prima. Bisogna fare più attenzione nella raccolta differenziata”

Oggi le Gev di Faenza operano sull’intero territorio della Romagna Faentina: da Faenza a Riolo Terme, da Brisighella a Solarolo, fino a Casola Valsenio. Un impegno capillare, spesso poco visibile, che però lascia il segno. Anche quando si tratta di gesti semplici: «Se ci vedono raccogliere rifiuti, spesso si uniscono, ci ringraziano, vogliono dare una mano. È la forza del buon esempio», racconta.
Eppure, non mancano le criticità. «Oggi, nelle nostre zone, sembra che ci sia più sporcizia di prima. Servirebbe maggiore educazione ambientale, più attenzione alla raccolta differenziata, meno furberie su chi non paga la Tari e abbandona i sacchi dove capita», osserva con franchezza.

Guardando al futuro, Monia sogna un ricambio generazionale. «Spero che qualcuno voglia prendere il mio posto, con la stessa voglia di coordinare e assumersi responsabilità. Non è facile, ma servono nuove energie», confessa. Il 13 giugno le Gev terranno un incontro in collaborazione con la Lipu di Bologna per spiegare come soccorrere animali feriti o in difficoltà. Un esempio concreto di quella funzione educativa e operativa che l’associazione porta avanti ogni giorno, tra mille piccole sfide. «Se una persona vuole divertirsi, imparare e stare in mezzo alla natura, venga con noi», conclude Monia con un sorriso. E in quelle parole c’è tutta la filosofia di una vita spesa per l’ambiente, non come missione eroica, ma come scelta quotidiana di cura e responsabilità.

Samuele Marchi