Questa notte gli Stati Uniti hanno attaccato tre siti nucleari in Iran, entrando in guerra a fianco di Israele. È l’inizio di una nuova guerra o un’operazione limitata a questi tre siti? L’Iran reagirà soltanto attaccando Israele, come sta già facendo, o cercherà di colpire le molte basi militari statunitensi nella zona? Cosa hanno ottenuto questi attacchi? Trump dice che hanno “completamente e totalmente annientato” le capacità iraniane di arricchire l’uranio, l’Iran afferma che i tre siti erano stati evacuati e i materiali al loro interno trasferiti altrove.
Trump nell’ultima campagna elettorale si era atteggiato come “Il presidente della pace”, al contrario di Obama e Biden che avrebbero fatto scatenare guerre in tutto il mondo. Trump, affermava di avere “Un piano per fermare la guerra tra Russia e Ucraina in 24 ore”: le cose stanno andando un po’ diversamente. Su Gaza, in campagna elettorale non si era espresso molto, per non toccare interessi molto forti.
Nel giorno del suo compleanno (14 giugno) si è fatto onorare con una grande parata militare, ha sempre esaltato pubblicamente la violenza dei militari e dei poliziotti, ha sempre ammirato l’uso della forza che possono permettersi i regimi dittatoriali: non è un “presidente di pace”.
Nel suo primo mandato, gettò su Afghanistan e Yemen molte più bombe di Barack Obama in due mandati. Bombardò la Siria dopo l’uso delle armi chimiche del regime di Assad, ammazzò con un missile il generale iraniano Suleimani. Ora in dieci giorni ha prima dato via libera ai bombardamenti di Israele in Iran e poi è intervenuto direttamente in quella guerra. Non è esattamente il “presidente di pace” e del “con me nemmeno una guerra”.
Nei giorni scorsi, riguardo al Nobel per la Pace che verrà assegnato nel 2025, aveva scritto sul suo social Truth: “No, non riceverò un Premio Nobel per la Pace, qualunque cosa io faccia, inclusi Russia-Ucraina e Israele-Iran, qualunque ne sia l’esito, ma la gente lo sa, e questo è tutto ciò che conta per me”. Si preparano tempi difficili, questa è l’unica certezza che abbiamo oggi.
Tiziano Conti














