Sconcerto tra i volontari del Club alpino italiano di Faenza per l’ennesimo atto vandalico compiuto lungo i sentieri montani dell’Appennino. Al Passo della Cavallara, nel territorio di Marradi, sono spariti nei giorni scorsi alcuni cartelli di segnalazione del CAI, fondamentali per la sicurezza degli escursionisti.

L’ atto vandalico avvenuto vicino a Gamogna. Divelti e rubati un palo, quattro cartelli e due frecce direzionali

Sono scomparsi alcuni cartelli del sentiero CAI 583 e del sentiero 583-A, che collegano rispettivamente Badia della Valle al Passo della Cavallara e Lutirano al crinale appenninico. L’episodio è avvenuto nella zona di Gamogna, luogo simbolico per la memoria storica e la spiritualità del territorio, già teatro di importanti eventi durante la Seconda Guerra Mondiale, come il sacrificio dei soldati Sick.

A darne notizia è Luca Nati, volontario del CAI sezione di Faenza, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo nella zona. Secondo quanto riferito, sono stati divelti e rubati un palo, quattro cartelli e due frecce direzionali, elementi che costituivano la segnaletica ufficiale. Un danno grave, sia per la sicurezza degli escursionisti sia per il significato simbolico del materiale sottratto.

Segnaletica nuova, posizionata grazie a una raccolta fondi

I cartelli rubati erano stati acquistati lo scorso anno grazie a donazioni raccolte in memoria di Moreno, un giovane scomparso prematuramente, a neanche trent’anni. «Erano cartelli nuovi – spiega Nati – posizionati dopo che quelle zone erano state duramente colpite dalle frane del 2023. Era un modo per restituire fruibilità ai percorsi e anche per onorare il ricordo di mio nipote, originario come me di Lutirano».

In attesa della sostituzione definitiva, i volontari del CAI hanno provveduto a collocare freccette provvisorie, realizzate artigianalmente, che almeno indicano il numero del sentiero e la direzione da seguire, per evitare che le persone si perdano.

Rischi concreti per gli escursionisti

Purtroppo non si tratta di un caso isolato. In passato, nella stessa zona, sono stati segnalati altri episodi analoghi. Alcune frecce erano state capovolte intenzionalmente e cartelli imbrattati con offese personali, come avvenuto nei pressi di Tredozio.

Questi gesti irresponsabili mettono a rischio la sicurezza di chi frequenta i sentieri: in un episodio recente, un escursionista si era perso, mentre due camminatrici esperte avevano raggiunto l’Eremo di Gamogna con ore di ritardo, tra l’apprensione delle monache che le attendevano.

«Faccio fatica a capire dove, come esseri umani, vogliamo portare questo mondo – commenta amareggiato Nati –. La segnaletica è fondamentale per i frequentatori del territorio, soprattutto per chi ha poca esperienza. È anche uno strumento importante per mantenere vivi i territori colpiti da frane e terremoti, favorendo quel turismo lento che può essere risorsa preziosa per le comunità locali».

Il CAI continuerà a curare i sentieri, nonostante tutto

Il CAI di Faenza, che opera esclusivamente grazie al lavoro volontario dei propri soci, spesso impiegando tempo personale e familiare, ha già denunciato l’accaduto ai Carabinieri. E assicura che continuerà a prendersi cura dei sentieri appenninici, «che piaccia o no», con l’obiettivo di garantire a tutti la possibilità di vivere la natura in sicurezza.