Venerdì 13 giugno, Dom Alessandro Barban ha partecipato ad un incontro nell’ambito della Settimana Rurale organizzata dalle parrocchie di Alfonsine. L’evento si è svolto in collaborazione con l’associazione Romagna Camaldoli e la Pro Loco, nel Teatro Monti. Il tema: “Dalla creazione alla nuova creazione: l’ecologia integrale di nostra sorella madre terra”.
800 anni dal Cantico delle Creature
Barban ha esordito ricordando gli 800 anni trascorsi da quando San Francesco ha scritto il “Cantico delle Creature” e le “Odi al Dio Altissimo“, meno conosciute, ma una vera e propria grande poesia. Francesco era un poeta, uno dei primi che ha usato il volgare come nuova lingua accessibile a tutti.
Mentre lui componeva questi capolavori il suo ordine si stava già dividendo per contrasti interni. Inoltre, lui conosceva l’esperienza delle stimmate, della quasi cecità e probabilmente pure la depressione. Dalla sofferenza scaturì il canto alla creazione e alle creature che possiamo dividere in tre parti: Sole, luna, animali, piante, tutto è buono, e ricordano il salmo 8.
Davanti a tutto ciò cosa è mai l’uomo? I quattro elementi sono cantati: il fuoco, l’acqua, la terra e il cielo… e svelano un grembo di vita dove tutto è legato e connesso e tutto è gratuità e tensione vitale. Nulla si paga . La bellezza della creazione è gratuità. Tutto è organizzato in un meraviglioso microcosmo.
Non ci può essere vita senza perdono
La seconda parte venne scritta quando il Podestà di Assisi e il Vescovo erano in lite. E canta del perdono. Non ci può essere vita senza perdono. Le terribili vicende di Gaza e, ora, dell’Iran, ne sono la prova.
Nella terza parte, infine, compare la morte che Francesco sente vicina; ha 44 anni ma è molto provato e malato. Un invito alla gratitudine verso questa sorella dalla quale nessuno può scampare. I temi del poeta di Dio li ritroviamo nella Laudato Sì di Papa Francesco a dieci anni dalla sua emanazione.
Facciamo parte della terra, un organismo vivo e fragile, minacciato dai nostri comportamenti
Poi Francesco parla di umiltà, di compartecipazione alla vita. Siamo parte della terra, sorella terra da amare. Un organismo vivo, ora minacciato dai nostri comportamenti economici di appropriazione. Il filosofo Telmo Pievani, afferma che stiamo rischiando la 6^ estinzione per abuso delle risorse e il processo è già in corso perché c’è già un deficit di vita, soprattutto in Amazzonia che è il polmone del mondo.
La terra è stata fotografata da una sonda che è giunta ai confini del sistema solare e noi siamo un puntino minuscolo all’orizzonte. Guardando quella foto ci si rende conto che “nessuno verrà a salvarci” se non ci salveremo noi. I politici purtroppo sono impreparati.
A Camaldoli, in particolare nella riserva integrale di Sasso Fratino, vi è una ricchissima biodiversità. Con strumenti adeguati è stato rilevato che quando gli esseri umani entrano a Sasso Fratino per studiare, le piante hanno una vibrazione. Avvertono le presenze. C’è una connessione di vita fra tutti i viventi. Quindi facciamo parte di un organismo molto delicato e fragile.
In natura poi non c’è competizione alla maniera dei “sapiens”. Se anche una specie va in urto con un’altra, una delle due “cede il passo” all’altra e la specie vincente, però, integra quella che soccombe. C’è una collaborazione finalizzata alla vita, non all’eliminazione dell’avversario.
Il prezzo delle crisi ambientali grava sui più poveri
La Laudato sì è stata poco letta in campo cattolico… è stata studiata di più nelle università poiché Papa Francesco si è fatto ovviamente aiutare nella stesura da esperti ambientali. Le crisi ambientali vengono pagate soprattutto dai poveri e dai popoli nativi che invece hanno rispetto della natura. Anche la Cina ha copiato il nostro sviluppo aggravando l’inquinamento. Ora la plastica, ad esempio, è ovunque, nella terra, negli oceani, nell’acqua, nell’aria e quindi nel corpo umano, provocando aumento di malattie.
Il progresso ci si ritorce contro. Dobbiamo praticare quindi la cooperazione. Dobbiamo saperci fermare e non essere lupi affamati verso gli altri e l’ambiente. Dobbiamo sviluppare dinamiche di accoglienza. è una prospettiva tra l’altro evangelica che troviamo anche nelle altre grandi religioni.
Anche il cosiddetto “nucleare pulito” non esiste perché il problema delle scorie radioattive resta. Sembra invece possibile che la ricerca faccia passi avanti entro breve sulla fusione nucleare che darebbe energia abbondante e non inquinante.
Serve una nuova postura ecospirituale
C’è anche chi lavora per abitare la Luna e Marte. Occorre una nuova postura ecospirituale. Passare dalla competitività alla cooperazione. Lavorare assieme per il bene comune. Forse saremo aiutati dall’intelligenza artificiale se controllata dalla coscienza umana e dalla fisica quantistica che ci svela nuovi orizzonti. Siamo in un guado.
Scienza e spiritualità si possono incontrare e lavorare insieme per la soluzione dei problemi comuni.
Dobbiamo pensare non alla fine dei tempi ma al fine della nostra vita. Che fine ha il vivere? Il fine è già oggi, qui. Il giardino è già qui, noi in relazione con gli altri condividendo dolore, gioia, vita e aiuto reciproco. La fede cristiana aiuta in questo.
a cura di Massimo Goni














