Cittadini e associazioni promuovono un’iniziativa pubblica in Piazza del Popolo per sensibilizzare sul conflitto in atto nella Striscia di Gaza e denunciare l’indifferenza della comunità internazionale. Previsti interventi artistici, testimonianze e una installazione collettiva.

Reading a Faenza per la Palestina: solidarietà e denuncia in Piazza del Popolo

Venerdì 31 maggio, a partire dalle 17.30, piazza del Popolo a Faenza ospiterà l’evento Faenza per Gaza – Reading per la Palestina libera, promosso da cittadine e cittadini indipendenti come momento collettivo di denuncia e solidarietà nei confronti della popolazione palestinese colpita dalla guerra.

L’iniziativa si presenta come risposta all’indifferenza verso il conflitto in corso nella Striscia di Gaza, dove secondo diverse fonti internazionali autorevoli, tra cui le Nazioni Unite e Amnesty International è in corso un «genocidio».

La guerra in corso ha causato oltre 60.000 morti e 120.000 feriti accertati e la situazione è aggravata dalla distruzione sistematica di scuole, ospedali e campi profughi, dal blocco degli aiuti umanitari e dall’uso della fame come strumento di guerra.

Arte, musica e testimonianze per chiedere pace e giustizia

Il reading sarà a cura di diversi collettivi e associazioni di Faenza e di città limitrofe, e darà spazio a parole, musica, poesie e interventi pubblici. Durante l’evento verrà realizzata una grande kefiah palestinese, simbolo visibile di partecipazione collettiva.

Gli organizzatori invitano a partecipare senza bandiere di partiti e sindacati, chiedendo di portare «i propri corpi e la propria solidarietà». L’obiettivo è esprimere vicinanza al popolo palestinese e indignazione per la complicità dell’Italia, che – secondo gli organizzatori – non sarebbe neutrale nel conflitto.

Le richieste rivolte alle istituzioni locali e nazionali

Durante la manifestazione verranno ribadite alcune richieste precise, tra cui:

Il cessate il fuoco immediato;

La fine di collaborazioni con aziende coinvolte nell’occupazione (come Leonardo ed Eni);

Il boicottaggio culturale, economico e accademico delle istituzioni israeliane ritenute complici;

Il sostegno a iniziative concrete per la giustizia e i diritti umani;

L’impegno del Comune di Faenza a sostenere la causa palestinese, anche attraverso l’Anci;

L’attivazione di gemellaggi con scuole, ospedali e comunità palestinesi;

Il sostegno al mandato di arresto internazionale per crimini di guerra nei confronti di Benjamin Netanyahu.

I partecipanti: attivisti, artisti e associazioni

Numerosi i contributi attesi, tra i quali figurano giornalisti, attivisti, scrittori, musicisti, collettivi sociali e organizzazioni umanitarie.

Interverranno:

Simone Balboni, Beppe Bottaro, Campagna BDS, Alessandro Canella (giornalista), Alessandra Cavina (SOS Donna), Emergency Faenza, Annalisa Fabbri (scrittrice), Faenza Antifascista, Faenza Eco-logica, Faenza Multietnica, Fatti D’Arte, Omar Giama (medico), Grazia Ghetti (attrice e regista), Yousef Hamdouna, La Comune, Maurizio Maggiani (giornalista), Linda Maggiori (giornalista), Petra Martins (End Fossil), Alberto Masala (scrittore), Babs Mazzotti, Medici Senza Frontiere, Valerio Minnella (Radio Alice, scrittore), Musicanti Improvvisi, Fabiano Naldini (musicista), Prometeo ARCI, Camilla Ranauro (Cassero LGBTQIA+ Center, Queers for Palestine), Maria Rossini (artista e attivista), Yousef Sakhnini (musicista), Spazi Mirabal, Studenti del Liceo Torricelli Ballardini, Teatro Due Mondi.

Un appello dal basso per la pace

Nel messaggio lanciato dagli organizzatori si legge: «Non c’è pace senza giustizia – e la giustizia comincia anche da qui, dalle nostre città, dalle nostre piazze. Costruiamo insieme un futuro di dignità, libertà e solidarietà».