Sabato 10 maggio la Cattedrale di Faenza si è nuovamente riempita in occasione del fulcro delle celebrazioni in onore della Beata Vergine delle Grazie, Patrona della città e della Diocesi. A presiedere la Santa Messa solenne pontificale è stato monsignor Petar Rajič, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, accolto con grande calore da autorità civili e religiose, dal clero e da una comunità viva, partecipe, profondamente unita nella fede. Durante la liturgia, i sindaci dei Comuni della Diocesi hanno offerto, come da tradizione, i loro ceri votivi alla Madonna, simbolo della protezione materna richiesta da ciascuna comunità, soprattutto in seguito ai gravi eventi calamitosi che hanno colpito il territorio. È stato un gesto denso di significato, accompagnato dalla consapevolezza di una responsabilità condivisa nella ricostruzione e nella rinascita spirituale e civile della Romagna ferita.

A nome di tutta la diocesi, il vescovo monsignor Mario Toso, che ha concelebrato la messa assieme al vescovo emerito monsignor Claudio Stagni, ha rivolto al nunzio un saluto ufficiale e commosso: «È con gioia che diamo a Lei, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, il benvenuto nella nostra Diocesi di Faenza-Modigliana. È in occasione della festa della Patrona della città e della Diocesi, la Beata Vergine delle Grazie, che la accogliamo tra di noi».

Nel suo discorso, il vescovo ha voluto ricordare la complessità della situazione attuale del territorio: «Siamo in una laboriosa e intensa fase di organizzazione della messa in sicurezza dei fiumi, del ripristino delle chiese danneggiate, di ricostruzione delle strade, dei ponti, delle vie di comunicazione, come anche di una rinascita civile e religiosa, tutti insieme». In queste parole è riecheggiata la memoria delle cinque alluvioni che, dal 2023 a oggi, hanno segnato duramente la vita della popolazione. Monsignor Toso ha sottolineato anche la forza di una comunità che non si è arresa, come testimoniato dalla recente mostra fotografica della Caritas “Oltre la piena”: «Non manca la fiducia nella Speranza che non delude», ha detto, ringraziando per l’aiuto ricevuto da tanti: volontari, protezione civile, banche, e soprattutto la rete capillare della Caritas, a livello locale e nazionale. «In un contesto socioeconomico messo in difficoltà, non è mancata la fraternità, un’ampia solidarietà, che hanno cercato di lenire le sofferenze dei più danneggiati, dei più poveri, degli anziani soli».

Al tempo stesso, il vescovo ha voluto far emergere i segni di luce che continuano a brillare nella vita ecclesiale: l’impegno nell’evangelizzazione, il Sinodo dei giovani, la Visita pastorale, e in particolare il nascente propedeutico interdiocesano presso il Seminario di Faenza, che coinvolge Diocesi di tutta la Romagna, di Bologna, Ferrara, Piacenza e persino tre diocesi sarde. «I segni di speranza non mancano, Eccellenza», ha ribadito monsignor Toso.
Al termine della celebrazione, un momento di intensa emozione si è vissuto sul sagrato della Cattedrale, dove, al rintocco delle tradizionali campane romagnole, monsignor Rajič ha impartito la benedizione solenne alla città e alla Diocesi. Un gesto semplice e potente di memoria grata e fiducioso affidamento al futuro.
L’Arciconfraternita delle Grazie, presieduta dal rettore don Francesco Cavina, ha poi donato una ceramica faentina a monsignor Rajic ringraziandolo per la sua vita.















