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Il cardinale Víctor Manuel Fernández, già prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, ha ricordato Papa Francesco, deceduto lo scorso 21 aprile, nell’omelia pronunciata nella Basilica vaticana durante la messa nel VI giorno dei Novendiali in suffragio del Pontefice.

“Cristo non l’ha lasciato, non l’ha perso”

“Papa Francesco è di Cristo, appartiene a Lui, e ora che ha lasciato questa terra è pienamente di Cristo. Il Signore ha preso Jorge Bergoglio con sé sin dal suo battesimo, e lungo tutta la sua esistenza. Lui è di Cristo, che ha promesso per lui la pienezza della vita”. Così il cardinale Víctor Manuel Fernández, già prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, nell’omelia pronunciata nella Basilica vaticana durante la messa nel VI giorno dei Novendiali in suffragio del Pontefice: “Sapete con quanta tenerezza parlava di Cristo Papa Francesco, come godeva il dolce nome di Gesù, come buon gesuita. Lui sapeva bene di essere suo, e sicuramente Cristo non l’ha lasciato, non l’ha perso. Questa è la nostra speranza che celebriamo con gioia pasquale sotto la luce preziosa di questo Vangelo di oggi”. 
L’omelia ha intrecciato la riflessione spirituale con il ricordo della dedizione del Papa al mondo del lavoro, celebrato nella stessa giornata del 1° maggio: “Non possiamo ignorare che stiamo celebrando pure la giornata dei lavoratori, che stavano tanto a cuore a Papa Francesco”.

“Non c’è povertà peggiore di quella che priva il lavoro”

“Per Papa Francesco il lavoro esprime e nutre la dignità dell’essere umano, gli permette di sviluppare le sue capacità – ha continuato il cardinale – lo aiuta ad accrescere relazioni, gli permette di sentirsi collaboratore di Dio per prendersi cura e migliorare questo mondo, lo fa sentire utile alla società e solidale con i suoi cari. Ecco perché il lavoro, al di là delle fatiche e delle difficoltà, è un percorso di maturazione umana. E per questo ha affermato che il lavoro ‘è il miglior aiuto per un povero’. Per di più, ‘non c’è povertà peggiore di quella che priva il lavoro e la dignità del lavoro’”. Quindi, il cardinale ha richiamato anche il viaggio a Genova del Pontefice e l’articolo 1 della Costituzione italiana, lodato da Francesco come fondamento di un “patto sociale”. “Dietro a questo amore per il lavoro – ha aggiunto – c’è una forte convinzione di Papa Francesco: il valore infinito di ogni essere umano, un’immensa dignità che non va mai perduta”.

“Il lavoro era l’espressione della sua preoccupazione per il bene degli altri”

“Quello che voglio mostrare è fino a che punto lui ha compreso che il suo lavoro era la sua missione, il suo lavoro di ogni giorno era la sua risposta all’amore di Dio, era l’espressione della sua preoccupazione per il bene degli altri. E per queste ragioni il lavoro stesso era la sua gioia, il suo alimento, il suo riposo”. Così il cardinale Víctor Manuel Fernández, parlando dell’impegno instancabile di Papa Francesco, anche nei giorni segnati dalla malattia. “Mi è sembrato veramente eroico che con le pochissime forze che aveva nei suoi ultimi giorni si è fatto forte per visitare un carcere”, ha ricordato il porporato nel VI giorno dei Novendiali in suffragio del Pontefice. “La sua vita è uno stimolo per vivere con generosità il nostro lavoro”, ha aggiunto, sottolineando come il Papa vivesse la fatica quotidiana come dono. L’omelia si è conclusa con un pensiero a san Giuseppe: “Quel falegname di un piccolo paese dimenticato, che col suo lavoro si prendeva cura di Maria e di Gesù. Allora chiediamo a san Giuseppe che nel cielo dia un forte abbraccio al nostro caro Papa Francesco”.