Da giovedì 8 maggio la Chiesa cattolica ha il nuovo Papa: il cardinal Robert Francis Prevost, che ha scelto il nome di Leone XIV. Ci sono origini italiane anche per lui, come era stato per papa Francesco. Il nonno di Robert Francis Prevost infatti, Jean Lanti Prevost, risulta nato in Italia il 24 giugno 1876, giorno di San Giovanni, patrono di Torino: in quelle zone del nord-ovest della penisola in cui il francese era ancora diffuso in molte famiglie e i confini delle Alpi non erano così netti. Prevosto e Prevost, in effetti, sono cognomi molti diffusi sia in Francia che in Piemonte e Lombardia. In ogni caso, dall’Europa Jean è poi emigrato negli Stati Uniti: a Chicago, nel 1955 è nato suo nipote, il pontefice appena eletto. Una storia di migrazione la sua, così come era accaduto per Jorge Bergoglio, che lo rende sensibile ai movimenti dei popoli, alla povertà e alle sofferenze di chi si mette in viaggio per cercare un futuro migliore.
La scelta del nome – Leone XIV – è legata al problema dei posti di lavoro nel quadro della rivoluzione digitale in corso. A spiegarlo è stato il cardinale Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado. “Il suo nome è il suo programma“, ha detto Nemet alla giornalista Angela Jelicic Krajcar. “Io ho avuto l’onore di stare a tavola con lui, con altri cinque cardinali. Abbiamo parlato, e gli abbiamo chiesto come ha scelto il nome. Ed è molto interessante, ha detto che vuole dare più attenzione alle questioni di ordine sociale nel mondo, come alle questioni di giustizia. Ha detto anche che siamo dentro una nuova rivoluzione: ai tempi di Leone XIII era in corso una rivoluzione industriale, adesso è in corso la rivoluzione digitale. Oggi come ai tempi di Leone XIII c’è il problema dei posti di lavoro, perché la digitalizzazione porta ad una diminuzione di mano d’opera necessarie per il lavoro. E poi c’è un fatto storico: Leone XIII quando era giovane veniva spesso in una parrocchia guidata da padri agostiniani a Roma”.
Robert Francis Prevost è agostiniano, il primo a diventare Papa della sua congregazione. E l’impressione che ha dato nella sua prima uscita dal balcone delle benedizioni ha indicato con chiarezza quelli che sembrano gli obiettivi del suo Pontificato (pace, unità, condivisione, ascolto), mostrando fermezza di fronte alle grandi sfide che ci attendono negli anni a venire.
Tiziano Conti
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