Nei giorni del suo ultimo ricovero all’ospedale Gemelli, papa Francesco ha scritto il suo ultimo messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. In questi ultimi anni, Francesco ha avuto la capacità di essere sempre molto intonato all’oggi. Abbiamo, infatti, avuto messaggi nei quali ricorreva il tema della pace e l’incoraggiamento a essere costruttori di un mondo migliore. Allo stesso tempo nei messaggi scritti per questa speciale occasione di preghiera, il Papa ha presentato i temi a lui cari, quali la missione e il discernimento, con il linguaggio semplice che lo ha contraddistinto, fatto di immagini bibliche molto efficaci.
Nel messaggio datato 19 marzo 2025, Francesco ci ha regalato un messaggio che ruota intorno a tre parole nel quale si rivolge ai giovani ma anche a chi è loro accanto. Il messaggio è suddiviso in tre parti: accogliere, discernere e accompagnare il cammino vocazionale. Nella prima parte, il messaggio insiste sul fatto che la vocazione fa fiorire la vita e genera speranza. La relazione con il Signore – ci esorta il Papa – spinge a donare la vita. È nel dono di sé, infatti, la propria felicità piuttosto che nell’autoaffermazione.
Nella seconda parte, dedicata al discernere, troviamo il non banale invito a fermarsi e al silenzio. Il Pontefice, inoltre, sottolinea – come ha spesso fatto nel suo magistero – come non si possa disgiungere l’ascolto di Dio e l’ascolto degli altri, in particolare di chi è escluso, ferito, emarginato.
L’ultima parola che contraddistingue il messaggio è accompagnare, una delle parole chiave di tutto l’insegnamento di Francesco. Anche nell’ambito vocazionale accompagnare è fondamentale. È importante per chi accompagna poiché, in primo luogo, la propria vocazione di pastore, consacrato o sposato fiorisce nella misura in cui ci si apre e ci si mette in gioco nella comunità dei credenti. In secondo luogo, l’accompagnamento è ovviamente essenziale per chi è in ricerca della propria strada poiché c’è bisogno di testimoni che hanno detto – e continuano a dire – sì al Signore con fiducia e speranza, senza paura di affiancare i giovani in discernimento.
Come ultimo messaggio a tema vocazione, papa Francesco ci ha lasciato una preziosa sintesi che tiene insieme il mistero di una chiamata personale che va accolta, la necessità di mettersi in ascolto per distinguerla da altre voci e la necessità dell’accompagnamento. È mia personale convinzione che proprio l’accompagnamento rappresenti una sfida per la Chiesa, compresa la nostra Chiesa locale in tutte le sue componenti quali pastori, catechisti, educatori, genitori e ogni battezzato. L’ambiente in cui siamo immersi, l’aria che respiriamo potremmo dire, non è più cristiano – certamente non nei social, ma non solo – tuttavia il Signore non ha smesso di chiamare.
Spetta alla comunità cristiana, allora, capire come rinnovare il modo di accompagnare, il quale non potrà che passare per legami personali all’insegna dell’affetto, della libertà e della fede.
don Mattia Gallegati
La Giornata di preghiera per le vocazioni in Diocesi sarà celebrata domenica 11 maggio con ritrovo alle 20.30 alla casa famiglia Don Bosco di via Fratelli Rosselli 18.















