Aveva 48 anni, si chiamava Jilali Sejdi ed è morto martedì 7 maggio dopo una settimana di ricovero in condizioni critiche. Era caduto il 28 aprile da un tetto in un cantiere edile a Russi, senza indossare protezioni.

L’incidente il 28 aprile: caduta da tre metri in un cantiere a Russi

Il tragico incidente si è verificato nella tarda mattinata di lunedì 28 aprile a Russi, in Largo Cantagalli, nei pressi dello stadio comunale. Jilali Sejdi, operaio di 48 anni, originario del Marocco ma residente a Bellaria-Igea Marina, si trovava sul tetto di una palazzina in costruzione, dove stava lavorando. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino e Corriere Romagna in edicola oggi, l’uomo è precipitato da un’altezza di circa tre metri. Le prime verifiche hanno rilevato che non indossava il casco né alcun altro dispositivo di protezione individuale. L’impatto al suolo gli ha provocato un gravissimo trauma cranico.

Il ricovero al Bufalini e la morte l’8 maggio

Trasportato d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena, specializzato in traumi, Sejdi è stato ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Dopo otto giorni di agonia, il decesso è avvenuto nel pomeriggio di martedì 7 maggio. La tragedia si è consumata proprio nei giorni in cui l’Italia si preparava a celebrare la Festa dei lavoratori, sottolineando con drammatica coincidenza il peso della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un’indagine per omicidio colposo aggravato

L’incidente ha immediatamente attivato un’indagine da parte delle autorità competenti. In un primo momento era stato aperto un fascicolo per lesioni personali aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche, ma ora, con la morte dell’operaio, l’ipotesi di reato è destinata a essere riqualificata in omicidio colposo aggravato. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, una persona risulta già indagata sin dai giorni immediatamente successivi all’infortunio. Le indagini, coordinate dalla procura, sono finalizzate ad accertare eventuali responsabilità legate alla mancanza di misure di sicurezza e alla gestione del cantiere.

Un lutto che colpisce Bellaria e la comunità marocchina

La notizia della morte di Jilali Sejdi ha colpito profondamente sia la comunità di Bellaria-Igea Marina, dove risiedeva, sia la comunità magrebina locale. Numerosi i messaggi di cordoglio e solidarietà che si stanno diffondendo in queste ore, anche attraverso i social network.

(Foto Gianni Zampaglione)