Ancora una volta, Bagnacavallo ha ospitato, presso lo stabilimento Agrintesa, l’appuntamento con l’annuale festa di Confcooperative Romagna.

Spazio dunque alle aziende e alle loro proposte operative, così come ai prodotti del loro lavoro. Nella giornata del 1 maggio, santa messa e premiazione di alcune figure di spicco nella storia di questo mondo, a sottolineare l’esercizio pratico dei valori cooperativi.

Tre le figure premiate in questa occasione, indicate da Antonio Buzzi, presidente di Federsolidarietà, prima della conclusione della messa.

Premio alla memoria, ritirato dalle tre figlie, per Andrea Emiliani di Russi, deceduto lo scorso anno. Classe 1957, laurea in Agraria a Bologna nel 1982 col massimo dei voti. Gestendo l’azienda agricola di famiglia entra alla Cantina di Russi e Godo nel 1984 fino al 1993, anno in cui passa a Caviro.

Nel 1999 partecipa alla fusione per incorporazione della Cantina di Russi in Intesa, che poi diventa Agrintesa. Qui è stato direttore commerciale del comparto cantina.

“A lui, che aveva grande spirito cooperativo e capacità relazionali, può essere sicuramente attribuito il titolo di venditore italiano con il maggior quantitativo di vino commercializzato”, ha sottolineato Buzzi.

premio a Emiliani ritira famiglia

Premiato poi Francesco Melandri. Nato a Faenza nel 1936, lo si ricorda allievo di mons. Ferretti, che fu poi parroco di Bagnacavallo, a soli 14 anni inizia a lavorare in un’officina meccanica di Faenza.

Sul finire degli anni sessanta diventa operaio all’ANIC, nel polo petrolchimico di Ravenna, divenendo ben presto caposquadra e capoturno, e sindacalista Cisl, di cui è stato anche segretario provinciale (1984 – 1991).

Insieme al cardinale Ersilio Tonini costituì la cooperativa sociale La Casa, nei terribili anni ’80, quando la tossicodipendenza falcidiava quotidianamente le vite dei giovani. Da quella cooperativa prese vita nel 1982 il CEIS di Ravenna, ancora oggi attivo nella cura delle dipendenze patologiche.

Nel movimento cooperativo, dopo La Casa, ebbe ruolo in Progetto Crescita e nel Consorzio Solco di Ravenna. E’ stato anche presidente provinciale di Confcooperative Ravenna (1996 – 2006) e vice presidente di Confcooperative Emilia Romagna.

Premio Francesco Melandri

Infine, il cesenate Antonio Prati. Classe 1941, iniziò a lavorare aiutando la famiglia di agricoltori, poi in Coldiretti con incarichi dirigenziali. Presidente del Consorzio di Difesa delle produzioni agricole FC e del Consorzio di Bonifica Savio e Rubicone, è poi passato al mondo delle BCC.

Presidente della Banca di Cesena, oggi BCC Romagnolo; presidente Regionale della Federazione delle BCC dell’Emilia-Romagna; vicepresidente nazionale di Federazione; consigliere e componente del Comitato Esecutivo di Iccrea Banca.

In Confcooperative è stato presidente provinciale e componente del Consiglio di Presidenza di Confcooperative Romagna; poi è stato sindaco revisore delle cooperative Capo, Consorzio Fruttadoro di Romagna, Cantina Sociale di Cesena e altre. Ha ricoperto anche il ruolo di presidente dell’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero della diocesi di Cesena Sarsina.

premio a Prati

Giulio Donati