Il 22 aprile, giornata della Terra, è stato pubblicato su tutte le piattaforme 8cento, un concept album musicale che racchiude una serie di tracce ispirate alle strofe del Cantico delle Creature di San Francesco in occasione del suo 800° anniversario. È stato presentato il 12 aprile a Roma in un’iniziativa chiamata Earth Day Italia. In questa occasione sulla terrazza del Pincio è stato organizzato un concerto con i vari artisti che hanno preso parte alla realizzazione dell’album tra cui la band faentina MoMa, collaborando con la cantante Anna Silimbani anche lei faentina.

Quest’ultimo, infatti, è stato composto da un gruppo di artisti provenienti da tutta Italia, Artisti per la Creazione, nell’ambito dell’iniziativa del movimento internazionale Laudato Si’. Questo album è stato pensato come un viaggio alla scoperta del Cantico delle Creature attraverso tracce di vari generi musicali anche molto diversi tra loro. Questo dona all’album una varietà che rappresenta la biodiversità del nostro pianeta. Per approfondire abbiamo intervistato Marcello Valenti, cantante della band MoMa, di cui fanno parte anche Alessandro Bozza (bassista), Maurizio Morsiani (chitarrista) ed Andrea Rossi (batterista).

Intervista a Marcello Valenti della band MoMa

Marcello, Chi ha pensato alla realizzazione di questa iniziativa? E come si è sviluppata?

L’iniziativa è opera del movimento internazionale “Laudato Si’”, nato sulla scia dell’enciclica omonima di Papa Francesco. Il movimento è diffuso in tutto il mondo e in Italia ha sede ad Assisi ed è coordinato da Antonio Caschetto che è la persona che ha promosso l’iniziativa. La finalità del movimento è incoraggiare la comunità cristiana ad attuare iniziative per la salvaguardia del creato e dell’ambiente, come ad esempio la lotta contro il cambiamento climatico. Il movimento, tra le altre, ha proposto alcune iniziative legate agli 800 anni del cantico scritto secondo le fonti nel 1225 e visto come la prima canzone italiana di cui si conosce l’autore, il primo componimento musicale scritto in lingua volgare. All’interno del movimento Laudato Si’ esiste un gruppo di artisti che si occupa di realizzare opere per i fini del movimento (sensibilizzazione per difesa di ambiente e creato). Da loro, sotto il coordinamento di Antonio Caschetto, è nata l’idea di festeggiare questa ricorrenza scrivendo delle canzoni ognuna dedicata a una strofa del Cantico delle Creature.

Perché è stato importante realizzare l’album?

In primis perché essendo stata la prima canzone italiana, seppure ne sia stata persa la melodia (che comunque era presente), era bello festeggiare il compleanno del Cantico con delle nuove canzoni. In secondo luogo, il Cantico si collega all’Enciclica del Papa sulla parte della contemplazione del creato e delle meraviglie naturali. Per questo il Cantico è un modo significativo per avvicinarsi tramite la spiritualità di San Francesco alla contemplazione del creato. Questa iniziativa vorrebbe promuovere il fatto di essere custodi dell’ambiente, ed è uno strumento per incoraggiare alla sfida di proteggere l’ambiente, un modo di stimolare le persone e far si che esse possano avvicinarsi a queste tematiche per poi fare la loro parte.

Perché proprio il fuoco?

Essendo la nostra l’unica band rock band, secondo Antonio eravamo quelli più indicati per il fuoco e per descriverlo con l’energia di una rock band. Quando il coordinatore ce l’ha proposto è sembrato confacente alle nostre caratteristiche.

Com’è stato per voi prendere parte a questo progetto?

È stata una piccola sfida. Come gruppo abbiamo trattato da diversi anni temi legati all’ambiente (mare, riscaldamento globale e paesaggi delle nostre colline faentine) quindi da un lato è stato facile partecipare a un progetto legato ai vari temi della natura, da parte nostra e fare una canzone legata ad uno di essi. Dall’altro lato abbiamo varie sensibilità, all’interno del gruppo, rispetto al tema della fede e della spiritualità; tuttavia, il gruppo si è unito nell’iniziativa grazie a due figure chiave ovvero Papa Francesco (promotore dei movimenti per il Creato e persona rispettata anche da non credenti) e San Francesco figura che richiama una spiritualità ed un modo di vivere in sintonia con i membri del gruppo. La creazione della canzone è avvenuta in vari step (composizione di musica, testo, arrangiamento, registrazione e masterizzazione) ed è stato per noi un piccolo percorso non banale e non immediato che ha richiesto circa 2/3 mesi di tempo. In generale è stato un momento positivo che ci ha dato l’opportunità di coinvolgere una cantante, Anna Silimbani, che non aveva mai cantato con noi, ma che si è rivelata molto brava e adatta al brano ed un valido collaboratore per la registrazione, Domenico Di Iorio. Lavorare su questo progetto ci ha permesso di entrare in contatto in modo più profondo con il Cantico delle Creature e poter sfruttare questo momento per entrare in una relazione più profonda con l’opera.

Alla scoperta dell’album: il commento track by track

8cento

All’interno di “8cento” si trovano, oltre a brani cantati, quattro brani strumentali, composti da Matteo Santini ed ispirati ai 4 elementi naturali. Per i nomi dei brani Matteo Santini ha scelto quattro parole arabe che descrivono i quattro elementi: “Nasim” (aria), “Salsabil” (acqua), “Naar” (fuoco) e “Ardh” (terra). La scelta della lingua araba è stata fatta per esprimere vicinanza alle vittime dei conflitti in Terra Santa.

Il primo brano cantato, dal titolo “Most High”, è stato composto da Luca Terrana ed è ispirato alle prime parole con cui si apre il Cantico, ovvero “Altissimo onnipotente buon Signore”. “Seamless Garment” (abito senza cuciture) è un pezzo Jazz composto da Matteo Manicardi il quale ha immaginato di essere davanti ad un armadio pieno di bellissimi abiti, metafora del fatto che ci circondiamo di oggetti non necessari a vivere una vita piena, ricca e orientata al bene. Questo è un brano che richiama la semplicità e l’essenzialità. Si trova, poi, una Bossanova, sempre di Luca Terrana, dal titolo “Algum è dignù” ispirata alle parole del Cantico “nullu homo ène dignu te mentovare”. Segue un pezzo rap intitolato “Tucte” di Ooby Major che dalle parole del cantico “laudato si’ mi Signore con tutte le tue creature” cerca di includere il più possibile tutte le creature nonostante la difficoltà di esprimere quel “tutte”.

Dopo questa serie di brani introduttivi iniziano i brani dedicati al creato, agli astri (sole, luna e stelle) e agli elementi naturali e per ognuno vengono sviscerate le caratteristiche principali. “Como el sol” di Luca Terrana è un brano in lingua spagnola che tratta di Fratello Sole. Segue una serenata chiamata “Tante stelle” composta da Don Mimmo Iervolino dedicata a Sorella Luna e Sorelle Stelle. “Vento della fantasia” di Luca Lencioni è il brano dedicato a Fratello Vento. Il compositore ha immaginato il vento come un messaggero che arriva, gonfia la vela e ci porta verso il nostro mondo interiore e chiede al vento di portare un sogno a chi ormai non sogna più specie nel mondo ormai rovinato dal materialismo. “Egua de funte” è il brano di Diego Raiteri ispirato a Sorella Acqua. La canzone è stata scritta nel 2003, anno internazionale dell’acqua. Il ritornello è in dialetto ligure come omaggio a De André, scomparso pochi anni prima. Si ha poi “You’ll be fire”, brano della band faentina MoMa dedicato a Fratello Fuoco. Questo elemento è spesso visto come pericoloso, negativo e distruttivo, ma il fuoco del Cantico è invece bello, forte, giocondo, felice e gioioso. Come fuoco, nel brano, si intende soprattutto quando una persona trova la parte più autentica di sè che fa essere appunto come fuoco.

L’ultimo brano dedicato agli elementi naturali è “Radici” di Agostino Sammarco che è dedicato alla Sorella nostra Madre Terra. È un canto d’amore che celebra il legame profondo tra l’uomo e la terra, tra passato e futuro, tra amore ricevuto e amore donato, parla di origini, di appartenenza, della forza che ci radica nel terreno e ci permette di crescere. Nella melodia e nelle parole si intrecciano gratitudine, memoria e desiderio di un mondo nuovo in cui costruire le proprie radici. Radici è il modo dell’autore di dire grazie alla terra che ci dona la vita. Nella parte finale del Cantico delle Creature San Francesco scrive strofe più legate all’uomo nella sua capacità di perdonare e alla morte, in chiusura. “Beati quelli” composta da Don Mimmo Iervolino è il brano ispirato al riferimento diretto alla vita degli uomini e delle donne.

L’ultimo brano è “Sorella morte” di Marco Mammoli, forse il brano più suggestivo. Marco ha provato a immaginare la grande gioia che San Francesco voleva raccontare ai suoi confratelli vedendo la morte non come dolore o disperazione, ma come una grande gioia, una luce che ci accoglie come una benedizione. Sorella morte è vista come un passaggio, un momento, un ritorno a Lui. Per questo motivo il brano è gioioso, ritmato, allegro come una festa.

Giulia Carnazzini