Sta facendo il giro del mondo suscitando un’ondata di polemiche, il video ripreso nello Studio Ovale della Casa Bianca in cui Donald Trump si vanta apertamente dei guadagni miliardari realizzati da alcuni suoi amici a Wall Street, in queste giornate convulse di ribassi storici e rialzi repentini, a seguito delle sue decisioni in termini di dazi. Nel filmato di 13 secondi, pubblicato su X dalla consigliera per le comunicazioni della Casa Bianca, Margo Martin – una vera dilettante, se non si accorge della gravita della questione –  si vede Trump sorridere mentre presenta alcuni piloti automobilistici a Charles Schwab, fondatore e presidente dell’omonima società di servizi finanziari, elencando con tono compiaciuto quanto abbia guadagnato, grazie alle oscillazioni di mercato seguite al suo annuncio. Dice Trump rivolto ai piloti: “Lui è Charles Schwab, non è solo un’azienda ma un individuo. Oggi ha guadagnato due miliardi e mezzo”. E poi aggiunge, parlando dell’imprenditore Roger Penske, già pilota anche in Formula Uno: “Lui 900 milioni di dollari. Non è male”. Charles Schwab, 86 anni, è il fondatore della Charles Schwab Corporation, una delle più grandi società americane di brokeraggio e servizi finanziari. E quel giorno anche il segretario del Tesoro Scott Bessent ha immortalato il momento dell’incontro nello Studio Ovale, pubblicando una foto insieme a Schwab, definito nel suo post un “investitore leggendario”.

Roger Penske, invece, è un altro tipo di leggenda, nel motorsport, e un potente imprenditore del settore automobilistico e dei trasporti, che Trump aveva premiato nel 2019, durante il suo primo mandato, con la Presidential Medal of Freedom. Il video ha sollevato sdegno e preoccupazione, sia per l’imprudenza del presidente nel discutere pubblicamente in maniera informale di guadagni collegati a decisioni di governo, sia per l’eventuale uso improprio di informazioni sensibili. Un fatto che rivela la disinvoltura con cui il Presidente Trump si muove tra dazi, borse, economie a rischio recessione. Ora iniziano a prendere posizione anche gli esponenti del Partito Democratico, di fronte a fatti che dimostrano un modo di procedere inadatto a gestire l’economia globale mondiale. Dopo che il senatore democratico Adam Schiff, ex procuratore ed ex presidente della commissione Intelligence della Camera, ha chiesto l’apertura immediata di un’inchiesta per verificare un possibile caso di insider trading, pratica illegale che consiste nell’uso di informazioni non pubbliche per ottenere vantaggi finanziari, venerdì scorso un gruppo di sei senatori democratici, guidati da Elizabeth Warren, con una lettera ha esortato formalmente la Sec, l’autorità di vigilanza dei mercati, a indagare. Quattro senatori del gruppo, inoltre, hanno mandato una seconda lettera all’Associazione nazionale dei procuratori generali (NAAG), chiedendo indagini a livello statale. E siamo solo ai primi tre mesi della Presidenza Trump.

Tiziano Conti