Come tutti i turisti di fronte all’abside di San Vitale. Anche Re Carlo d’Inghilterra è rimasto affascinato, in particolate, dal catino absidale in mosaico di San Vitale, che ha visitato poco fa, accompagnato dall’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, dal direttore dell’Ufficio Beni Culturali, don Lorenzo Rossini, dal direttore dell’Opera di Religione Andrea Romagnoli, dal cancelliere, don Alain Gonzalez Valdès e dal portavoce della Cura, Enrico Maria Saviotti.

“Ha apprezzato la scena della volta di San Vitale e il Buon Pastore – spiega a Risveglio la professoressa Maria Cristina Carile, del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna che ha guidato la visita del Re -. Ha fatto domande su tutto: dai vetri di alabastro della basilica all’architettura. Si è interessato davvero a 360 gradi”.

Al termine della visita, nel giardino di San Vitale, Re Carlo si è fermato a salutare l’arcivescovo Lorenzo che gli ha donato una delle guide tattili realizzate per il Giubileo dall’Opera di Religione, in inglese, e un pannello in pietra con la raffigurazione di Teodora.

“In basilica ha fatto una sosta privilegiala ai pannelli del progetto di accessibilità universale dell’Opera – spiega Christian D’Angiò, responsabile della promozione dei monumenti – e la professoressa Carile gli ha spiegato il progetto “Mosaici for all”. Sua maestà ha avuto l’onore di toccare il panello e si è complimentato per il progetto”.

re carlo mosaici

La visita del Re a San Vitale è stata accompagnata dalla musica degli studenti del Conservatorio Verdi di Ravenna mentre all’esterno della basilica ha incontrato e dialogato con docenti, studenti e con la direttrice dell’Accademia di Belle Arti, Paola Babini. “Gli abbiamo mostrato – spiega Babini – varie tecniche di mosaico contemporaneo. 

Da quella tradizionale bizantina, con la quale è stato realizzato il mosaico che poi gli abbiamo donato in piazza del Popolo e che lui stesso ha completato con l’ultima tessera, a quelle più moderne. E’ stato un modo per dire che il mosaico è un linguaggio contemporaneo e quella di Ravenna è l’unica Accademia in Italia ad avere un corso di mosaico, Accademia che l’anno scorso ha compiuto 100 anni”.

Tra le opere mostrate al Re dagli studenti dell’Accademia c’era una mappa di Ravenna in mosaico, un’opera realizzata con materiale di recupero, e inserti di lana e una con la tecnica del micromosaico. 

L’autore è Aziz, studente kirghiso dell’Accademia che ha presentato al Re la sua opera realizzata con 5mila schegge o frammenti di tessere di mosaico: “Io cerco le schegge abbandonate o le tessere che sono lasciate indietro – spiega a Risveglio – mi piace il mondo del molto piccolo. Andare ai dettagli per costruire una cosa nuova”. E sull’incontro con il re dice: “Non ho parole. Non avrei mai pensato di incontrarlo”.

Daniela Verlicchi