L’anno prossimo avrebbe dovuto prendere la “partenza” Edoardo Poggioli, la giovanissima vittima del tragico incidente di ieri sera a Ponte Nuovo (ne abbiamo parlato qui). Oltre ad essere uno studente dell’Istituto per Geometri, Edo, come tutto lo chiamavano, era anche uno scout del gruppo Ravenna 3 (parrocchia di San Paolo) che quest’anno prestava servizio nel Ravenna 5 (parrocchia del Torrione). E il prossimo anno, appunto, avrebbe completato la sua formazione e “spiccato il volo”, diventando capo oppure continuando la sua “strada” in un altro servizio.

Purtroppo, invece, la sua vita si è interrotta ieri, in uno scontro tra la sua moto e un’auto, a pochi passi da casa sua, in via dei Cotogni. E oggi tutto il mondo scout di Ravenna deve fare i conti con questo vuoto, all’inizio di una Settimana santa che parla di morte, ma anche di Risurrezione. 

“Se n’è andato. E aveva solo 19 anni – dice Alessandra Melandri, la capogruppo del Ra 3 -. Cercheremo di stare vicino alla famiglia. I ragazzi si stavano preparando alla nostra uscita pasquale, ora bisogna vedere se se la sentono. Intanto stiamo pensando a una veglia per Edo”. Quel che è successo “ci lascia senza parole – aggiunge Luana Ruozzo che è stata capo di Edoardo quando aveva 16 anni -. L’unica cosa è sperare che ci sia un Padre che lo abbracci di là. E che abbracci anche i suoi”. 

“Edo era un ragazzo sempre sorridente – continua Alessandra -, ironico e con la battuta pronta. Il suo era un bel gruppo di cui era un po’ il motore. L’altra sua grande passione era la moto”. “Riservato, aveva una grande capacità di fare gruppo – aggiunge Luana -. Ha fatto da collante in molti modi. Nel suo silenzio e nella sua ironia, era attento agli altri”.

“Edo aveva sempre un occhio di riguardo verso gli altri – dice Silvia Baroncelli del Ra 3 -. Si prendeva cura non solo dei suoi coetanei, ma anche e specialmente dei più piccoli, non lasciandoli mai indietro e andando al loro passo. Ha continuato il suo percorso fino in clan, percorrendo e vivendo la strada come occasione di scoperta di sé e dell’Amore che lo circondava. Edo aveva un grande cuore. Era sempre pronto a tendere una mano verso chi aveva bisogno e a tirare su l’umore di tutti con il suo entusiasmo, la sua allegria e voglia di scherzare. Caro Opossum Fantasioso, grazie per la strada fatta assieme e la gioia che hai donato ai nostri cuori”.