Un festival che è anche un laboratorio, una piattaforma culturale e un esercizio collettivo di memoria e invenzione. Con l’evento finale al Teatro Masini si chiude l’edizione 2025 di MEME, a cura della compagnia Menoventi.
Un evento conclusivo che intreccia teatro, formazione e riflessione sociale
Sabato 12 aprile, al Teatro Masini di Faenza, andrà in scena l’evento conclusivo di MEME, il progetto di formazione performativa ideato dalla compagnia Menoventi e organizzato con E-Production.
L’appuntamento segna anche la chiusura del MEME Festival, una rassegna interdisciplinare che, per tutto l’inverno, ha unito teatro, cinema e sociologia, in sinergia con le principali istituzioni culturali faentine.
Nato nel 2012 come laboratorio dedicato alle arti sceniche contemporanee, MEME si è evoluto nel tempo in una piattaforma collettiva, aperta alla contaminazione tra discipline, generazioni e linguaggi. Tra i protagonisti delle edizioni passate e presenti figurano nomi significativi della scena teatrale italiana come Fanny & Alexander, Pardès Rimonim, gruppo nanou, Anna Amadori, Rita Felicetti, Ermelinda Nasuto e Beatrice Cevolani.
I laboratori dell’edizione 2025 sono stati guidati dal regista Gianni Farina e dall’attrice Consuelo Battiston, conducendo i partecipanti in un percorso di ricerca attraverso corpo, voce e narrazione. Dal 2019, il progetto si intreccia stabilmente con il MEME Festival, ampliando il proprio raggio d’azione verso una riflessione condivisa sul ruolo culturale e sociale del teatro.
Le tre creazioni originali in scena al Teatro Masini
Durante la serata finale saranno presentate tre creazioni originali, frutto del lavoro laboratoriale svolto nei mesi scorsi sotto la guida della compagnia Menoventi:
Storielle (bambini)
Una composizione scenica fatta di fiabe, frammenti surreali e brevi racconti, dove luci e ombre, nastri colorati e aeroplani di carta creano un linguaggio teatrale poetico e leggero. I pensieri dei bambini diventano azioni che spiccano il volo.
Lo strano biglietto (ragazzi)
Una narrazione enigmatica dove messaggi anonimi, identità nascoste e missioni misteriose conducono un gruppo di ragazze verso una prova da affrontare insieme. Al centro, la figura di Le Molte, strega invisibile che simboleggia la seduzione del mondo web, e la forza dell’amicizia come unica via di salvezza.
I’m not a robot (adulti)
Una satira filosofica che esplora il rapporto tra umani e tecnologia. Le dinamiche quotidiane, le dipendenze digitali e la sfida esistenziale dell’era contemporanea vengono analizzate in una scrittura collettiva che riflette sul nostro tempo.
MEME come eredità culturale condivisa
Il titolo del progetto fa riferimento alla teoria dei “memi”, intesi come unità culturali trasmesse per imitazione, capaci di influenzare individui e società. In questa prospettiva, il teatro diventa uno strumento per generare eredità simboliche, un linguaggio che si rinnova e si tramanda attraverso l’esperienza condivisa.
Ogni laboratorio è così un atto di trasmissione culturale, che attraversa età, saperi e immaginari, mettendo in dialogo passato e presente, esperienze individuali e vissuti collettivi.
La compagnia Menoventi
Fondata nel 2006, la compagnia Menoventi è riconosciuta a livello nazionale per una ricerca costante nell’ambito delle arti performative contemporanee. Il suo lavoro si distingue per l’attenzione alle drammaturgie non lineari, alla partecipazione del pubblico e all’esplorazione di formati site-specific, capaci di generare relazioni nuove tra spettatore, spazio e narrazione.














