Martedì 29 aprile 2025, Cgil e Uil della provincia di Ravenna, insieme alle categorie dei lavoratori e dei pensionati, daranno vita a un presidio in piazza del Popolo a Faenza per manifestare contro la proposta di costituzione di una società mista per la gestione dei servizi socio-sanitari residenziali per anziani.
Cgil e Uil si schierano contro la costituzione della società mista
La mobilitazione è stata organizzata in concomitanza con la discussione in consiglio comunale a Faenza sull’ipotesi di creare una società mista tra l’Asp della Romagna Faentina e la cooperativa In Cammino per la gestione di tutti i servizi socio-sanitari residenziali per anziani accreditati e non accreditati nelle strutture di proprietà dell’Asp.
Il presidio vedrà la partecipazione delle sigle sindacali Fp Cgil, Uil Fpl, Nidil Cgil, Uiltemp, Spi Cgil e Uilp Uil e si terrà martedì 29 aprile a partire dalle 17.30 in piazza del Popolo.
Cgil e Uil esprimono una forte contrarietà a questo progetto, definito incoerente con la normativa regionale che affida alle Asp il ruolo di soggetti pubblici unici per la gestione dei servizi alla persona. Secondo i sindacati, privare l’Asp della gestione diretta significherebbe svuotare di significato la funzione dell’Azienda pubblica, compromettendo la capacità dei Comuni di mantenere un’autonoma lettura dei bisogni sociali e di garantire una corretta programmazione dei servizi.
Le critiche al progetto di società mista mosse dai sindacati
Secondo Cgil e Uil, la costituenda società, a maggioranza privata, rappresenterebbe una vera e propria privatizzazione della gestione dei servizi, senza garanzie di sostenibilità economica e con il rischio di compromettere la governance pubblica dei servizi socio-sanitari a favore della popolazione anziana e dei lavoratori del settore.
Inoltre, i sindacati sottolineano come questa scelta sia in controtendenza rispetto a progetti precedentemente annunciati, come quello della reinternalizzazione di un’ala della residenza per anziani il Fontanone, e in contrasto con l’esperienza maturata durante la gestione delle emergenze del covid e dell’alluvione, che ha evidenziato l’importanza della presenza pubblica nelle strutture socio-sanitarie.
Cgil e Uil: “Governare i servizi con una gestione pubblica”
Tra le motivazioni alla base del presidio, Cgil e Uil ribadiscono:
la necessità di una forte governance pubblica per garantire una programmazione dei servizi basata su una lettura autonoma dei bisogni della comunità, senza mediazioni da parte dei gestori privati;
il valore aggiunto per i cittadini della gestione pubblica, in termini di know how, innovazione sociale, qualificazione dei servizi e capacità di intervento in caso di emergenza;
la mancanza di ricerca di soluzioni alternative per assicurare la sostenibilità economica dell’Asp in sinergia con altri soggetti pubblici;
il fatto che, in base alle vigenti delibere regionali, la nuova società non potrebbe ottenere l’accreditamento necessario per usufruire del Fondo Regionale per la non autosufficienza, con conseguente perdita dell’abbattimento delle rette a beneficio degli utenti.














